una piccola scamiciata a maglia

Una piccola scamiciata lavorata ai ferri, come tante altre volte mi sono ispirata a lavori trovati sul web, ma poi ho modificato diverse cose. La fonte a cui mi sono ispirata è questa con video in spagnolo.

Queste sono invece le mie spiegazioni per una bimba di 9−12 mesi, dimensioni: larghezza 44 cm, larghezza spalle 20 cm. Ho adoperato 100 g di lana merinos per neonati, ferri n. 3 e 3,5 e poca lana di un secondo colore per il ricamo.

Davanti: con i ferri n. 3,5 montare 100 maglie e lavorare a legaccio (tutti i ferri al diritto). Al secondo ferro continuare sempre a legaccio con i ferri n. 3 per 8 ferri complessivi.

Continuare a m. rasata facendo però a legaccio le prime e le ultime 5 maglie (compresa la m. di vivagno).

Al 3° ferro di m. rasata fare 1 diminuzione per lato (lavorando insieme 2 maglie) a 6 m. dall’inizio e dalla fine. Continuare con le diminuzioni ogni 7 ferri per 11 volte.

Continuare a m. rasata fino a 24 cm, poi fare le diminuzioni sul diritto (16 diminuzioni): lavorare le 5 m. a diritto del bordo, poi *2 m. dir., 2 m. insieme*, ripetere da * a * terminando con 7 m. dir.

Continuare lavorando sempre a legaccio il bordo di 5 m. e le m. restanti a m. rasata. Fare 1 diminuzione per parte nei ferri a diritto dopo 6 m. dal bordo per 7 volte.

Continuare fino ad un’altezza complessiva di 33 cm, quindi sul diritto lavorare 17 m., chiudere per lo scollo le 12 centrali, lavorare le rimanenti 17. Tornare indietro a rovescio, sempre continuando a lavorare a diritto le 5 m. iniziali.

Chiudere 3 m. per 2 volte sul diritto (lato scollo), poi 2 m. 1 volta e 1 m. 1 volta. Lavorare altri 4 ferri poi chiudere.

Lavorare l’altra spalla in senso inverso.

Dietro: lavorare come il davanti, ma sulla spalla destra fare un’asola di 2 m: nel 1° ferro dopo le chiusure dello scollo chiudere le 2 m. centrali, nel ferro successivo rimettere 2 m.

Tasca: montare 12 m e lavorare a m. rasata aumentando 1 m. per parte al 2° e al 3° ferro. Continuare a m. rasata per altri 4 giri poi lavorare la paperina a jaquard inserendo la lana gialla e quella arancione, quindi lavorare altri 2 ferri a m. rasata e 4 ferri a legaccio. Chiudere.

Rifiniture: cucire la spalla senza asola, poi riprendere le m. dello scollo e lavorare 4 ferri a legaccio. Cucire i 2 fianchi, cucire la tasca.

 

 

 

 

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sacchetti ricamati

Tanti sacchetti ricamati su tela grezza colorata, lino grezzo o tela Aida. Possono contenere un piccolo dono, dolcetti, lavanda o altre erbe profumate.

Possono servire anche come portaocchiali o portasmartphone.

Li ho ricamati a punto a croce, punto erba, punto catenella o punto pieno per fare un regalo affettuoso.

marmellata di kiwi e pere

Una marmellata un po’ diversa che utilizza questi frutti di stagione. Ho pensato che il dolce delle pere si abbinasse bene  all’agretto dei kiwi.

  • 1 kg di kiwi
  • 500 g di pere
  • 80 g di zucchero

Sbucciare la frutta, tagliarla a pezzetti e metterla a cuocere con mezzo dito di acqua in una pentola di acciaio con il fondo spesso.

Farla cuocere fino a che non diventa morbida, mescolando spesso. Ci vorranno circa 30-40 minuti.

Toglierla dal fuoco e ridurla in purea con il frullatore ad immersione. Rimetterla sul fuoco aggiungendo lo zucchero e farla cuocere per altri 10 minuti e comunque fino a che non abbia raggiunto la giusta consistenza.

Metterla bollente nei vasetti di vetro, chiudere subito il coperchio e rovesciarli su un tagliere di legno, tenendoli capovolti fino a che non si sarà intiepidita. In questo modo all’interno del vasetto si farà il vuoto e il coperchio avrà la parte centrale infossata, la marmellata si conserverà molto a lungo, ben più di 1 anno.

Io uso poco zucchero per le mie marmellate, ognuno può aumentarlo a  piacere. Per non avere problemi di conservazione riempio barattoli piccoli e una volta aperti li conservo in frigorifero.

 

un’oasi in mezzo al traffico

Oggi è il giorno di Santa Bibiana, secondo il proverbio il tempo che farà oggi durerà per “40 giorni e una settimana”. Uno dei tanti proverbi metereologici che abbiamo ereditato dal nostro passato contadino, non tutti in realtà particolarmente attendibili.

La chiesetta paleocristiana di Santa Bibiana nel rione Esquilino di Roma  è una minuscola oasi nel caos cittadino, incastrata fra la trafficata via Giolitti e l’altrettanto trafficato sottopassaggio della ferrovia, fra pali della corrente elettrica e rotaie del tram.

La piccola chiesa risale al secolo IV–V e porta il nome di una giovanissima martire cristiana Bibiana o Viviana vissuta secondo la leggenda nel IV secolo e fatta uccidere sotto l’imperatore Giuliano, insieme alla sorella e alla madre.

All’interno della chiesa in un sarcofago di alabastro si conserverebbero i resti delle tre martiri, così come la colonna a cui sarebbe stata legata per subire il martirio.

La facciata della chiesa fu trasformata in forme barocche nel 1661 da Gian Lorenzo Bernini, all’inizio della sua carriera come architetto. Sempre del Bernini sono, all’interno della chiesa, l’abside, le due cappelle laterali, l’altare maggiore e la statua della santa.

giocattoli a crochet per Natale

Natale si avvicina, i giocattoli sono i regali che sicuramente si fanno a chi vive il suo primo Natale. Perché non farli a mano? Occorre del filo di cotone di buona qualità, che possa essere lavato in lavatrice, esistono anche i cotono biologici e per l’imbottitura dell’ovatta sintetica che si possa lavare anche a alte temperature.

Basta un uncinetto e qualche ora di tempo ed ecco pronto il nostro giocattolo, sicuro e colorato, con il valore aggiunto delle cose fatte a mano.

Sicuramente gli animaletti amigurumi sono carini, un regalo gradito anche dai neonati che li possono maneggiare bene, sono morbidi e si possono anche assaggiare. Se poi si appendono sulla culla o sul lettino sono un piacevole stimolo visivo.

Le spiegazioni per fare la pecorella sono in questo post.

Il primo libro? Può essere di cotone lavorato a crochet, con tante applicazioni colorate.

Una palla colorata e che si smonta e rimonta,

Le spiegazioni si possono trovare qui. Sono in inglese, ma fotografie e disegni rendono chiaro il lavoro.

Il gatto Amineko è un compagno affettuoso a tutte le età.

Le spiegazioni in inglese si trovano in questo post.

Infine un tappeto per giocare, tutto ricavato da vecchie magliette.

 

 

 

 

una sciarpetta gufosa a crochet

Una sciarpetta piccola piccola per una bimba di 12 mesi. Si fa in pochissimo tempo con un avanzo di lana ed è morbida e calda, oltre che allegra!

Bastano 15 g di lana per bambini per fare la sciarpina, pochi grammi per il gufetto. Ho usato un uncinetto n. 3,5. La sciarpetta finita è lunga 50 cm e larga 6,5 cm.

Ho iniziato con 85 catenelle più 2 per girare, poi:

1° giro: a maglia alta.

2° e 3° giro: a m. alta in rilievo posteriore (inserendo l’uncinetto solo sul filo posteriore della maglia), aumentando 1 maglia all’inizio e una alla fine.

4° giro: a m. alta in rilievo posteriore senza aumenti.

5°, 6° e 7° giro: a m. alta in rilievo posteriore diminuendo adf ogni giro 1 maglia all’inizio e 1 alla fine.

Affrancare e tagliare il filo.

Gufetto

Avviare una catenella di 9 m. e lavorare 12 giri di 8 m. basse avanti e indietro.

Lavorare 3 catenelle,, 1 m. alta, 1 mezza m. alta, 2 mezze m. basse, 1 mezza m. alta, 2 m. alte. Affrancare e tagliare il filo.

Fare 2 cerchietti per gli occhi con cotone bianco sottile e un uncinetto n. 2,5: 1° giro 6 m. basse nel cerchio magico, 2° giro: 2 m.b. in ogni m. del giro precedente.

Ali: su una catenella di 8 m lavorare: 1 m. b., 1 mezza m. alta, 3 m. alte, 1 mezza m. alta, 1 m. bassa. Fare una seconda ala uguale.

Cucire gli occhi e ricamare la pupilla con poco cotone nero; cucire le ali. Infine cucire alla sciarpina le due estremità del gufetto.

 

 

un antico confine

La Torre di Portella o Passo di Portella ha segnato fino al 1860 il confine fra il Regno Pontificio e il Regno Di Napoli ed è stata per secoli la sede della dogana e della polizia napoletana di confine.

È situata lungo la trafficata via Appia nel comune di Monte San Biagio.

La piana di Fondi fra questa torre e la Torre dell’Epitaffio verso Terracina   era un territorio paludoso e malsano considerato zona neutra, infestato da zanzare e briganti. Oggi dopo le bonifiche è ricca di agrumeti, frutteti e serre.

Ora le auto passano veloci sulla vicina Appia e solo un cartello e una lapide ricordano questo antico confine.

l’omino di neve a crochet

Dopo la stellina un altro pupazzetto amigurumi da appendere all’albero, anche questo è allegro e cicciotto, morbido e infrangibile!

Per farlo ho seguito le istruzioni di garnstudio, ho solo cambiato i colori e la forma del cappello.

 

una stellina a crochet

Manca poco più di un mese  a Natale, per chi vuole fare con le proprie mani regali e decorazioni non è troppo presto per cominciare!

Questa è una stellina allegra e cicciotta come la bimba a cui è destinata, per lei questo sarà il primo Natale! L’albero sarà una grande attrazione, ma proibita, così pieno come è di oggetti fragili e insicuri. Questa stellina invece la potrà prendere dall’albero e mettere in bocca senza problemi.

Ho utilizzato pochi grammi di cotone bianco, qualche gugliata di rosso, un uncinetto n. 3 e poca imbottitura.

Ho iniziato con un cerchio magico in cui ho fatto:

1° giro: 5 m. basse, tirare il filo in modo che si chiudano a cerchio e fare il

2° giro: 2 m.b. su ogni m. del giro precedente (10 m. b.)

3° giro: come il 2° giro (20 m.b.)

4° giro: 1 m. bassa, 2 m. basse nella m. seguente (30 m.b.)

5° giro: 2 m. b., 1 aumento nella m. seguente (40 m.)

Si iniziano le punte: 8 m.b., girare il lavoro *non lavorare la prima m., 7 m.b., girare il lavoro e ripetere da *, si diminuisce così 1 m. a ogni giro fino a rimanere con 1 m.

Con m. bassissime arrivare al cerchio e lavorare la 2a punta, iniziando dalle 8 m.b.

Fare alla stessa maniera le altre 3 punte. Sull’ultima lavorare una catenella di 12 m. chiusa con mezza m. bassa per appenderla.

Lavorare una seconda stellina uguale, poi unirle cucendo i bordi fra loro con l’ago. Dopo aver chiuso 4 punte inserire l’imbottitura distribuendola bene, quindi chiudere anche l’ultima.

Fiocchetto: con il filo rosso fare una catenella di 10 m., lavorare a m. bassa partendo dalla 3a cat. Sull’ultima m. lavorare 3 m. b.

Girare il lavoro e sulla parte inferiore della catenella lavorare a m. bassa fino alla fine della riga. Affrancare, poi con il filo girare più volte intorno all’ovale e stringere.

Ricamare occhi e bocca. Applicare il fiocchetto.

San Martino

La nebbia agli irti colli piovigginando sale”

(Giosuè Carducci, San Martino)

La campagna e lo splendore dell’estate di San Martino.

Anche quest’anno non si smentisce l’antica credenza, il tempo è buono nonostante le piogge e i disastri del periodo precedente.

Al di là delle leggende la meteorologia ci dà una spiegazione del fenomeno.

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