un centrino colorato

Un centrino colorato per l’estate per utilizzare gli avanzi di filo. Io lo applicherò a una sporta di cotone grezzo, ma si può utilizzare in mille modi, oltre che come centrino, come sottobicchiere o sottocaraffa, basta solo aumentare o diminuire il numero di giri, come acchiappasogni cucito sopra un cerchio, come decorazione colorata su un cuscino o in cornice e così inventando!

Per farlo ho scelto un punto diverso per ogni giro, si può continuare inventando a piacere.

1° giro: nel cerchio magico col verde 14 m. basse. Chiudere con 1 mezza m. bassa.

2° giro: *1 m. alta, 2 catenelle, saltare 1 m. Ripetere da * fino alla fine del giro, chiudere con una mezza m. bassa.

3° giro: cambiare colore, *3 m. alte nelle 2 catenelle, 2 catenelle. Ripetere da * fino alla fine del giro, chiudere con mezza m. bassa.

4° giro: cambiare colore, * 3 m. alte chiuse insieme nelle catenelle del giro precedente, 5 cat. Ripetere da *.

5° giro: cambiare colore, *sulle maglie chiuse insieme del giro precedente fare 1 m. alta, 1 cat., 1 m. alta; 2 catenelle, sulla catenella centrale delle 5 del giro precedente lavorare 1 m. alta, 1 cat., 1 m. alta; 2 catenelle, ripetere da *.

6° giro: cambiare colore, *1 m. alta, 1 cat., 1 m. alta nella catenella fra le 2 m. alte del giro precedente, 3 catenelle. Ripetere da *.

7° giro: cambiare colore, * 3 m. alte chiuse insieme nella catenella fra le 2 m. alte del giro precedente, 2 catenelle, 1 m. alta al centro delle 3 cat. del giro precedente, 2 catenelle. Ripetere da *.

8° giro: cambiare colore, * 1 m. bassa sulle m. alte chiuse insieme del giro precedente, 3 cat., 1 m. bassa sulla m. alta, 3 cat. Ripetere da *.

Annunci

crema di zucchine con orzo

Una minestra fredda saporita e rinfrescante ottima in queste caldissime giornate di luglio.

Per 2 persone occorrono:

  • 500 g di zucchine
  • 1 cipolletta fresca
  • cumino
  • prezzemolo
  • olio e.v.o.
  • 4 cucchiai di orzo perlato

Cuocere a vapore le zucchine a pezzetti, omogeneizzarle con il frullatore a immersione insieme alla cipollina cruda.

Aggiungere cumino, sale, prezzemolo tritato, olio.

Nel frattempo lessare l’orzo per 30-40 minuti, scolarlo, farlo raffreddare, quindi unirlo alla crema di zucchine.

Si può servire a temperatura di frigorifero o se si preferisce a temperatura ambiente.

il paesaggio mediterraneo

Penisola sorrentina

Trecento generazioni di uomini hanno formato il paesaggio mediterraneo. Con sudore, pazienza ed amore, nel legame inscindibile tra natura e cultura, tra scienza e tecnica, lo hanno segnato come oggi ci appare.

Umbria

Umbria

Toscana

Abruzzo

Le tappe della sua evoluzione si mostrano attraverso le memorie, le leggende, la storia, nei segni visibili delle forme naturali e dei manufatti, in quelli nascosti dell’archeologia, nei tempi lunghi dei processi geologici e biologici, nelle accelerazioni impresse dall’uomo. Le più antiche sono state cercate nei miti e nelle religioni.”

(Giuseppe Barbera, Conca d’Oro. Sellerio editore)

Lazio

Lazio

Marche

Lazio

Toscana

Isola di Gorgona

Umbria

Lazio

Umbria

Meleti in Val di Non (TN)

verso Perdasdefogu (OG)

Sardegna

Umbria

Roma e le palme

Roma è una città in cui le palme crescono bene complice il clima mite, sono alberi belli e decorativi e furono apprezzati fin dall’antichità, al tempo dei primi imperatori, quando gli eserciti portarono dai territori conquistati i dolci datteri che diventarono una ghiottoneria.

L’unica palma che cresce spontanea nel nostro territorio è la palma nana, la Chamaerops humilis, tipica della macchia mediterranea delle nostre coste, molto diffusa a Roma in ville e giardini.

È usata anche  nelle aiole, come a Largo Magnanapoli dove un boschetto di queste palme decora i resti delle Mura Serviane e fa da sparttraffico all’incrocio fra le trafficatissime via Nazionale, via 24 Maggio e via 4 Novembre.

La grande diffusione delle palme a Roma si deve ai Savoia che oltre a far piantare nei viali della nuova capitale centinaia di platani, vollero anche questi alberi slanciati ed eleganti, che sono diventati insieme ai pini parte integrante del paesaggio della città.

Ne sono un esempio le due palme gemelle dallo stipite lungo e sottile che svettano sullo sfondo de Foro Romano.

Sono due Washintonie, dette palme del deserto, originarie della California. Questi esemplari sono ultracentenari e si trovano nel cortile del Comando generale del Corpo di Polizia Municipale accanto all’area archeologica del Foro Romano.

L’epidemia di punteruolo rosso ha decimato moltissime palme, per fortuna solo della specie Phoenix canariensis che è però la più diffusa nelle nostre città perché è la più resistente al freddo. Così se moltissimi sono i tristi monconi delle palme delle canarie colpite da questo parassita, altre specie continuano a vegetare nelle ville romane, negli spazi di verde pubblico e privato.

Villa Borghese

Villa Torlonia

magnolie in fiore

Nei viali della città e nei giardini privati le magnolie sono in fiore, i grandi fiori bianchi carnosi e vellutati diffondono il loro profumo.

Questa bella pianta, Magnolia grandiflora, è di origine americana, battezzata da Linneo con il nome di Pierre Magnol medico e botanico francese.

I primi esemplari furono introdotti in Italia alla fine del 1600, ma si diffuse ampiamente alla fine dell’800.

A Roma questo albero sempreverde dalle grandi foglie coriacee di un bel verde intenso decora molti viali come il viale delle Magnolie a villa Borghese.

È diffuso anche come elemento isolato nei giardini pubblici e privati. Se lasciato crescere assume un andamento piramidale. Un esemplare imponente più che centenario è presente a via Corsini a Trastevere accanto all’Orto botanico.

Anche nei giardini privati cresce rigogliosa come questa pianta che stretta fra due palazzine si è sviluppata tutto in altezza superando gli edifici.

Fra qualche settimana matureranno i grossi semi rossi, anch’essi molto decorativi.

marinai scorbutici e limoni

Scorbutico è chi ha un carattere scontroso, difficile, bisbetico ed anche chi è affetto dallo scorbuto malattia molto diffusa fra il ‘500 e il ‘700 fra i marinai e i passeggeri al tempo dei grandi viaggi di scoperta, conquista, commercio che obbligavano gli equipaggi a mesi di navigazione senza scali.

Veniva chiamata peste grigia e da sola mieteva 10 volte più vittime di tempeste, naufragi, battaglie e tutte le altre malattie fra cui peste, colera, vaiolo, tifo.

La malattia causava inizialmente sbalzi d’umore, dalla depressione all’aggressività, poi un lento disfacimento del corpo con dolori intestinali, emorragie sottocutanee, ferite che non si rimarginavano e si infettavano, gengive infiammate e caduta dei denti.

Ci vollero tre secoli prima che si comprendesse che questa malattia non è causata da un germe che si contagia o da punizione divina, ma dalla mancanza di vegetali freschi assenti nella dieta di chi passava molti mesi in mare.

Fu solo alla metà del 1700 che si cominciò a capire la vera causa di questa malattia. Fu un medico della Marina militare britannica che cominciò ad indagare con metodo scientifico sulle possibili cause di questa malattia e sollecitò l’inserimento di almeno un limone al giorno nella dieta dei marinai.

il limone

Non verrà ascoltato eccetto che da James Cook, il navigatore britannico che nella seconda metà del ‘700 farà tre volte il giro del mondo, facendo frequenti rifornimenti di frutta e verdure fresche. Nessuno dei suoi marinai morì di scorbuto. Ci vorrà comunque ancora un secolo perché l’importanza degli alimenti freschi si comprendesse appieno.

Nei vegetali freschi infatti è contenuta una sostanza indispensabile per la formazione di alcuni mediatori chimici che contribuiscono al funzionamento del sistema nervoso e del collagene, molecola che forma l’impalcatura di ossa, cartilagini, legamenti, vasi sanguigni, derma.

Questa sostanza fu chiamata acido ascorbico proprio perché combatteva lo scorbuto, ma è meglio conosciuta come vitamina C. Fra le sue proprietà c’è anche un effetto antiossidante che protegge il corpo dai radicali liberi, i residui del metabolismo che se accumulati causano un invecchiamento precoce. Per questa proprietà viene aggiunta agli alimenti come conservante nella sua formulazione sintetica con il nome di E 300, E 304.

La sua carenza non è avvertita perché non scatena fame o sete. È necessaria in dosi minime, millesimi di grammo, ma la sua caratteristica è di essere distrutta dal calore e di degradarsi col tempo, quindi solo mangiando alimenti freschi se ne assume la quantità necessaria.

È solo nei primi decenni del ‘900 che si studiò e si sintetizzò la vitamina C e si compresero le sue funzioni.

Oggi non soffriamo più di questa malattia ed abbiamo a disposizione tutta la frutta e verdura fresca che vogliamo, in tutte le stagioni e sotto tutte le latitudini. Approfittiamone!

una bimba fra i fiori

Questo è il mio 900° articolo! Festeggio il traguardo con un ricamo a punto a croce che evoca passeggiate fra i fiori, le farfalle e gli onnipresenti merli ciarlieri per tante nuove scoperte!

È la copertina del libretto che ho fatto per descrivere una passeggiata in mezzo ai prati. Dedicato a una bimbetta curiosa che si affaccia al mondo e tutto osserva e vuole scoprire!

pizza con farina di farro e porri

Questa pizza si fa rapidamente ed è molto saporita.

Per 2 persone occorrono:

  • 200 g di farina di farro
  • 1 grosso porro o 2 piccoli
  • 1 uovo
  • 2 cucchiai di parmigiano
  • mezzo cubetto di lievito di birra
  • 3 cucchiai di olio
  • sale

Sciogliere il lievito di birra con poca acqua tiepida, mettere la farina a fontana, aggiungere il lievito sciolto, poco sale, 1 cucchiaio di olio, impastare aggiungendo eventualmente altra acqua tiepida per ottenere un impasto morbido ed elastico. Lasciarlo lievitare per circa 2 ore.

Intanto pulire i porri, togliere le foglie esterne, tagliarli a rondelle e farli cuocere con l’olio, salarli. Quando sono morbidi farli intiepidire, poi mescolare l’uovo e il parmigiano.

Stendere l’impasto, disporlo in una teglia unta con olio e disporre sopra i porri.

Accendere il forno e farlo scaldare 10 minuti a 200°, infornare e cuocere 20-25 minuti.

i pini di Roma

Sono famosi in tutto il mondo i pini di Roma, tanto famosi da aver ispirato un poema sinfonico e da essere stati riprodotti dagli artisti come parte inscindibile del paesaggio romano con la loro ampia chioma arrotondata e il tronco diritto e slanciato.

Dal Palatino

È il Pinus pinea, il pino domestico la specie arborea più diffusa a Roma fra i suoi monumenti, nelle sue ville pubbliche, in filari lungo le strade, nei giardini privati.

Isola Tiberina

Mura Aureliane presso Porta San Sebastiano

Fiume Tevere

Scavi di Ostia Antica

Mura Aureliane

È il pino da pinoli e nelle ville romane i bambini ne vanno ancora a caccia schiacciandoli con un sasso!

Villa Ada

Magnifica è la pineta di Castel Fusano non lontano dal litorale romano pur se continuamente devastata dal fuoco durante le secche e torride estati romane. Fu piantata alla fine del XVIII secolo dai Chigi proprietari dei terreni.

La maggior parte dei pini presenti in città lungo i viali fu piantata all’inizio del XX secolo: lungo via dei Fori Imperiali, via di San Gregorio, viale Cristoforo Colombo, via Appia Nuova, corso Trieste, intorno a Castel Sant’Angelo, al Foro Italico, a via Flaminia, al Gianicolo.

Gianicolo, monumento a Garibaldi

Sono però alberi che hanno radici molto superficiali e al di là delle mode del momento e della bellezza che li hanno fatti preferire ad altre specie per il verde pubblico, già da molti anni sono diventati un pericolo per l’incolumità dei cittadini anche a causa delle cattive potature e dei forti venti di questo clima che cambia.

Molti sono caduti sfiorando la tragedia ed altri considerati pericolanti sono stati abbattuti. Purtroppo in alcuni viali un tempo caratterizzati dai lunghi filari di ombrelli slanciati sono rimasti solo pochi esemplari a ricordo del passato.

Viale Tirreno

un tappetino con il filo recuperato

Ho sempre qualche resistenza a buttare via gli indumenti vecchi, soprattutto se sono stati fatti a mano. Da questa vecchia maglia avevo già ricavato una borsa per il mare, ma nel disfarne una parte mi era avanzato un gomitolo di filo di cotone che ho conservato fino a che non mi è venuto in mente che ci potevo fare un tappetino per il bagno.

Ed eccolo qui, semplice semplice, pronto in pochissimo tempo!

Ho utilizzato 100 g di cotone ed un uncinetto n. 6.

Ho avviato 22 catenelle, ho lavorato a m. alta cominciando dalla terza catenella, sull’ultima catenella ho lavorato 3 m. alte, poi ho continuato a lavorare a m. alta sull’altro lato della catenella, sull’ultima maglia ho lavorato 3 m. alte.

Ho continuato a lavorare a m. alta a spirale formando un ovale. Gli aumenti si fanno solo ai 2 estremi: 3 aumenti per i primi giri, poi ne basteranno 2. Bisogna regolarsi con gli aumenti in modo che non tiri e non si arricci, non tutti i filati sono uguali e varia anche il modo di lavorare di ognuno. Anche per la grandezza ci si regolerà secondo la propria necessità e il filo a disposizione!

Voci precedenti più vecchie

VOCI DAI BORGHI

PERDERSI TRA LE EMOZIONI DEI BORGHI ITALIANI

Non Solo Campagna - Il blog di Elena

Immagini, pensieri e racconti

La Massaia Contemporanea

Quando un'attrice in tempo di crisi recita il ruolo della casalinga

ioinviaggiodue

ci guadagno il colore del grano...

Nel Mondo del Giardinaggio

Giardinaggio, natura e tanto altro!

VOCI DAI BORGHI

PERDERSI TRA LE EMOZIONI DEI BORGHI ITALIANI

Non Solo Campagna - Il blog di Elena

Immagini, pensieri e racconti

La Massaia Contemporanea

Quando un'attrice in tempo di crisi recita il ruolo della casalinga

ioinviaggiodue

ci guadagno il colore del grano...

Nel Mondo del Giardinaggio

Giardinaggio, natura e tanto altro!

ciboefilosofia

"Fa del cibo nello stesso tempo qualcosa di normale e di straordinario, di quotidiano e di eccezionale, di semplice e di speciale".

NOI FACCIAMO TUTTO IN CASA

Ricetta di una volta...in chiave moderna

gioiellidiale

gioielli(e non solo) in ceramica raku,creazioni in maglia e uncinetto e dolcini naturali!

Tetide

Giornalismo geologico

In viaggio con Valentina

Tra vent'anni non sarete delusi dalle cose che avete fatto ma da quelle che non avete fatto. Allora levate l'ancora, abbandonate i porti sicuri, catturate il vento nelle vostre vele. Esplorate. Sognate. Scoprite (Mark Twain)

Dolce & Salato Senza Glutine

La mia cucina è la mia passione... cucinare mi rilassa e adoro cucinare per me, ma soprattutto per la mia famiglia..