merletti di pietra

L’Aquila, Santa Maria di Collemaggio

 

Lugnano in Teverina, collegiata S. Maria Assunta

 

Abbazia di Casamari (Fr)

 

Pavia, la Certosa

 

Milano, il Duomo

 

Rabat, Marocco

 

Rabat, Marocco

 

Salamanca, la Cattedrale

 

Toledo, la Cattedrale

 

Madrid, Palacio de Cibeles

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buona Pasqua

Quest’anno la Pasqua si festeggia molto tardi, quasi al limite massimo del periodo in cui può cadere. Le orchidee del mio campo stanno fiorendo ed è con loro che auguro a tutti quelli che mi seguono

Buona Pasqua!

fiori alviano 033

 

il giacchino con le coccinelle

Una piccola giacca primaverile di cotone con le coccinelle sulle tasche. Sono necessari 200 g di cotone, un uncinetto n. 3, poco filo rosso per le coccinelle, cotone da ricamo nero, 3 bottoni.

Ho scelto di lavorarla a mezza maglia alta, un punto intermedio perché a m. alta mi pareva troppo traforato e a m. bassa troppo fitto.

Dietro: avviare 65 catenelle e lavorare 64 mezze m. alte (mma), 33 cm. Continuare a mma  per 20 cm (32 righe) poi diminuire 3 m per parte, alla riga successiva 2 m per parte, poi 1 m per parte per 2 volte; restano 50 m.

Continuare a mma per 15 righe, poi fare 17 m e tornare indietro. Alla riga successiva diminuire dal lato esterno 4 m per la spalla, dal lato scollo diminuire invece 1 m. Poi diminuire dal lato esterno 1 m e dal lato scollo 5 m. Chiudere e tagliare il filo.

Riprendere dall’altro lato e fare lo stesso lavoro.

Mezzo davanti: avviare una cat. di 36 m e lavorare 35 mma (17,5 cm). Continuare a mma per 32 righe poi diminuire 1 m lato scollo, 3 m lato scalfo. Al giro successivo 2 m lato scalfo, 1 m lato scollo, al successivo 1 m lato scalfo, 1 m. lato scollo.

Continuare a lavorare senza altre diminuzioni dal lato scalfo, ma facendone 1 ogni riga dal lato scollo complessivamente per 8 volte.

Continuare senza diminuzioni per altre 9 righe poi chiudere.

Fare un secondo mezzo davanti in senso inverso.

Manica: avviare una cat di 7 m + 2 per girare e lavorare 1 riga a mma, poi continuare a mma in rilievo posteriore ( prendendo solo il filo posteriore di ognuna delle m. della riga precedente) per 26 righe (16 cm).

Girare il lavoro e sul lato lungo lavorare 34 mma, poi proseguire a mma per 4 righe.

Aumentare 1 m per parte alla 5a riga, poi aumentare nuovamente 1 m per parte dopo altre 4 righe.

Continuare a aumentare 1 m per parte ogni 4 righe fino ad ottenere 46 m, 20 cm complessivi di lunghezza.

Diminuire 3 m per lato, alla riga successiva 2 m per lato, poi 2 volte 1 m per lato. Chiudere.

Cucire i due estremi delle maniche, i due mezzi davanti al dietro, le spalle, le maniche al corpino.

Rifiniture: fare intorno ai due mezzi davanti e allo scollo 1 giro a m bassa, nel mezzo davanti destro distribuire 3 asole: *4 catenelle, saltare 2 m, 4 m basse, ripetere da * 3 volte in tutto.

Fare un secondo giro a smerlo: 3 catenelle, saltare 1 m, 1 mezza m bassa nella m successiva. Sulle asole lavorare 1 mezza m. bassa su ogni catenella.

Tasca: Avviare 11 catenelle e lavorare 9 mma. 2a riga: aumentare 1 m per parte (11 mma); 3a riga: aumentare 1 m. per parte (13 mma). Senza aumentare lavorare altre 6 righe e chiudere. Fare una seconda tasca uguale.

Coccinella con il cotone rosso avviare 5 catenelle e fare 1 giro a m. bassa in ovale (cioè lavorando su entrambi i lati della catenella) facendo 3 m nella stessa catenella all’inizio e alla fine. Continuare a lavorare in ovale per 1 altro giro distribuendo 2 aumenti ai due lati. Chiudere e tagliare il filo. Con il cotone da ricamo nero ricamare la testa, le antenne e i puntini.

Fare una seconda coccinella uguale, cucirle sulle due tasche e poi cucire le tasche al giacchino.

Cucire i bottoni.

strade bianche

Lomellina

Per me le strade bianche hanno qualcosa di seducente, mi danno l’impressione di essere lontano da tutto, e che il paese sia capitato sulla carta per errore, per puro caso”. (Cees Nooteboom, Verso Santiago).

Val Marecchia

Colfiorito (PG)

verso Perdasdefogu (OG)

 

 

L’Aquila e Cuenca

La città de L’Aquila di cui ho parlato nel post precedente, è gemellata con la spagnola Cuenca come apprendo da l’Itagnol, sito di notizie, curiosità, eventi italo-spagnoli.

Cuenca è una città della Castiglia meridionale dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO per il suo particolare e scenografico nucleo medioevale costruito  su uno sperone roccioso fra le profonde gole del rio Júcar e del rio Huécar che qui confluiscono.

Sulle ripide e strapiombanti pareti delle gole si affacciano le caratteristiche casas colgadas che per ricavare spazio furono costruite in parte su travi di legno sospese verso l’abisso.

Molte nei secoli sono crollate per lo smottamento delle pareti su cui erano costruite e si cerca di puntellare e rinforzare quelle che restano.

La cattedrale, davanti alla quale si apre la Plaza Mayor, sorge sul luogo dove era una moschea.

La città vecchia si visita piacevolmente salendo e scendendo per gli stretti vicoli e affacciandosi dai diversi mirador per ammirare le gole.

Non lontano da Cuenca merita una visita la Ciudad Encantada dove l’erosione ha trasformato le rocce in forme strane e particolarmente evocative. Ne ho parlato in questo articolo.

L’Aquila 10 anni dopo

Sono passati 10 anni dal terremoto che distrusse L’Aquila e i paesi vicini provocando 309 morti, decine di migliaia di sfollati e immani distruzioni sia alle abitazioni che al notevole patrimonio artistico di epoca medioevale e delle epoche successive vanto della bella città abruzzese.

Per molti anni il centro storico è stato chiuso, considerato zona rossa, ora la città comincia a rinascere, il centro è aperto, molti esercizi commerciali hanno ripreso l’attività anche se rimangono ancora molti edifici e monumenti in cui continua l’opera di ricostruzione e le gru e i cantieri aperti fanno ancora parte del panorama aquilano, come nella vasta piazza del Duomo.

L’Aquila, piazza del Duomo

La chiesa di San Bernardino dei secoli Xv e XVI mostra la bella candida facciata in tutto il suo splendore, nel grandioso interno continuano i lavori di consolidamento.

San Bernardino

Anche il Castello spagnolo mostra la sua mole maestosa intorno alla quale le gru continuano a lavorare.

Il monumento più caratteristico e simbolico della città è la Fontana delle 99 cannelle che rappresentano i 99 castelli che unendosi avrebbero dato origine alla città nel medioevo.

Numerosi terremoti la distrussero più volte nella sua storia, uno dei più terribili su quello del 1703 che fece più di 6000 vittime e la distrusse completamente tanto che molti monumenti lesionati nel terremoto recente erano già stati ricostruiti, alcuni anche dopo il terremoto del 1915.

Palazzo di Giustizia

La bellissima Santa Maria di Collemaggio è la più grandiosa chiesa romanica della città che custodisce il sepolcro del veneratissimo San Pietro Celestino, l’eremita Pietro da Morrone che fu papa Celestino V. Gli ingenti danni sono stati riparati e le reliquie del santo sono tornate al suo interno.

Molto lavoro resta ancora da fare, molti esercizi commerciali sono ancora vuoti, molte case ancora puntellate e inagibili,

le scuole non sono state ricostruite e i bambini non hanno mai studiato in una scuola in muratura, la città non ha ancora ripreso la sua vivacità, ma  merita sicuramente una visita.

cappellino di cotone a crochet

La bella stagione si avvicina, è ora di lavorare il cotone per fare cappellini, golfini, scarpette, mutandine per il piccolo di casa.

Il cappellino dello scorso anno è diventato piccolo in fretta, ecco allora un nuovo modello, questa volta con uno sgargiante papavero.

Per farlo ho seguito il tutorial di i gomitoli di Camilla, che spiega in maniera chiara e semplice. Ho solo fatto un giro in più di aumenti per adattarlo ad una taglia di 18 mesi.

Ho lavorato anche due laccetti a m.bassa lunghi 25 cm.

Poi ho aggiunto un papavero lavorato così:

fare un cerchio magico con il colore verde e all’interno lavorare:

1° giro: 5 m. basse.

2° giro: 2 m. basse in ogni m. del giro precedente.

3° giro: *1 m.b. 2 m.b nella m. seguente, ripetere da * fino alla fine del giro.

4° giro: con il colore rosso lavorare *5 m.a nella prima m. del giro precedente, 3 m.a. Ripetere da * fino alla fine del giro.

5° giro: 2 m.a. *5 m.a. sulla m.centrale del primo gruppo di 5 del giro precedente, 7 m.a. Ripetere da * fino alla fine del giro.

6° giro: 2 m.a. *5 m.a sulla m. centrale del primo gruppo di 5 del giro precedente, 9 m.a. Ripetere da *.

Tagliare il filo e affrancare con una mezza m.b.

Cucire il fiore sul cappellino.

insalata di primavera

Un’insalata colorata e saporita con quello che produce l’orto e il campo in questa stagione: foglie, fiori, semi coltivati o spontanei. Insalata riccia, radicchio, finocchio, pratoline, fiori di senape e di ruchetta selvatica, semi di olmo, noci.

I semi dell’olmo, le samare, sono piacevoli da mangiare in questa stagione, hanno un leggero sapore di cetriolo.

Poi per condire, come si dice a Roma, occorrono 4 persone: uno sprecone per l’olio, un saggio per il sale, un avaro per l’aceto e un matto che mescola, mescola, mescola.

la casa di Michelangelo a Roma

Lungo la passeggiata del Gianicolo a Roma si può vedere la facciata di una casa medioevale, detta casa di Michelangelo. È stata collocata davanti al serbatoio dell’acqua dell’ACEA.

La casa era situata in piazza Macel de’ Corvi, una piccola piazza accanto a Piazza Venezia, demolita nel 1902 per allargare piazza Venezia in modo da valorizzare l’Altare della Patria. La facciata della casa fu poi ricostruita nel luogo attuale nel 1941, come è indicato da una lapide.

Michelangelo ha vissuto a Roma oltre trent’anni, una parte importante della sua vita fino alla morte. A Roma sono molte delle sue opere più famose, dalla Basilica di San Pietro, alla statua della Pietà custodita nella basilica stessa, dagli affreschi della Cappella Sistina alla sistemazione della Piazza del Campidoglio, da Palazzo Farnese a Santa Maria degli Angeli nel cui chiostro ancora vivono i cipressi piantati dall’artista.

museo delle terme di Diocleziano 008

 

parole

Io invece credevo che il sapere più grande, specie per una donna, fossero le parole. Fatti, storie, fantasia, ciò che contava era averne fame e tenersele strette per quando la vita si complicava o si faceva spoglia. Credevo che mi potessero salvare, le parole.”

(M. Balzano, Resto qui)

 

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