come si difendono le piante

Le piante hanno sviluppato innumerevoli meccanismi per prevenire e scoraggiare i loro aggressori, in alcuni casi perfino per sopprimerli!

Quelli più appariscenti, che tutti impariamo a evitare fin da piccoli, sono le spine, di solito foglie o steli modificati che svolgono efficacemente la loro funzione di scoraggiare la maggior parte degli animali erbivori dal divorare le foglie. Io ne ho parlato qui.

Fra le altre difese dirette ci sono il lattice irritante come nell’euforbia e i peli urticanti come nell’ortica.

Euforbia

Anche le resine e i veleni o tossine servono a tenere lontani gli animali. Alcune sostanze sono velenose per gli insetti parassiti o per i vertebrati erbivori. Per esempio le solanacee, famiglia a cui appartengono anche le patate, i pomodori e le melanzane contengono alcaloidi, sostanze che possono rendere le piante molto velenose, in alcuni casi mortali, come ad esempio la belladonna, la mandragora, l’aconito, l’elleboro, la digitale.

Mandragora
val malenco – Aconito
Elleboro

Sono alcaloidi anche la caffeina, la nicotina, la cocaina, la colchicina, il chinino, la morfina.

Molto tossiche sono anche l’edera, il tasso, l’evonimo.

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Sono sostanze che allontanano gli animali erbivori anche quelle aromatiche contenute dalle piante officinali come lavanda, rosmarino, salvia, alloro, origano, menta.

Altre piante hanno sviluppato foglie e steli rigidi o ricoperti di cere, ben protetti dai morsi. Le cere hanno anche una funzione di evitare la perdita di acqua in climi aridi e caldi.

Pungitopo

due roselline

Le mie due roselline appena sbocciate.

golfino per neonato ai ferri

Un golfino minuscolo che ho realizzato a maglia per la bella stagione. Per una taglia 0-3 mesi ho utilizzato 60 g di filo di cotone n. 5, ferri n. 3 e 3,5, 4 bottoncini.

Dietro: avviare 54 m (23 cm) e lavorare 4 ferri a legaccio (tutto al diritto). Continuare a m. rasata con i ferri n. 3,5 distribuendo 3 diminuzioni sul primo ferro.

Dopo 32 ferri (12 cm) di m. rasata intrecciare 4 m. da ciascuna delle 2 estremità per lo scalfo manica.

Lavorare altri 28 ferri a m. rasata poi per la spalla chiudere da ciascun lato: 3 volte 4 maglie. Contemporaneamente a 30 cm di m. rasata formare lo scollo Intrecciardo le 8 maglie centrali. Continuare un lato alla volta chiudendo lato scollo 2 ferri dopo 7 maglie.

Davanti destro: avviare 26 maglie con i ferri n. 3 e lavorare a legaccio per 4 ferri. Continuare a m. rasata con i ferri n. 3,5 distribuendo 3 aumenti sul primo ferro. A 12 cm di altezza di m. rasata per lo scalfo chiudere 4 maglie a sinistra. Lavorare altri 28 ferri poi per lo scollo chiudere a destra ogni 2 ferri 1 volta 3 maglie, 4 volte 2 maglie e 2 volte 1 m.

Nel frattempo: a 22 cm di altezza di m. rasata sbiecare la spalla chiudendo lato scalfo ogni 2 ferri: 1 volta 4 m e 2 volte 5 m.

Lavorare il secondo davanti in senso inverso.

Bordo scollo: avviare 60 maglie con i ferri n.3 e lavorare a legaccio per 4 ferri, lavorare ancora un ferro diritto sul diritto, poi 3 ferri a m. rasata con un altro colore e lasciare in sospeso.

Bordi d’abbottonatura: avviare 47 maglie con i ferri n. 3 e lavorare a legaccio per 4 ferri. lavoraqre ancora 1 ferro diritto sul diritto, poi 3 ferri a m. rasata con un altro colore, lasciare in sospeso.

Lavorare il secondo bordo uguale distribuendo sul 3° ferro 4 occhielli di 2 maglie: per fare gli occhielli intrecciare 2 maglie sul 3° ferro e montare 2 maglie sul 4° in corrispondenza.

Confezione: fare i ricami, fare le cuciture delle spalle, cucire le maniche agli scalfi, cucire i 2 davanti al dietro, fare le cuciture delle maniche.

Cucire il bordo scollo sul diritto del lavoro a maglia a maglia disfando un poco per volta i ferri di colore diverso.

Cucire allo stesso modo i bordi di abbottonatura, ricamare il contorno delle asole a punto festone, cucire i bottoni.

Prometeo

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POTERE

Eccoci in Scizia, ai confini del mondo.

Una terra desolata: in giro non c’è anima viva.

E ora Efesto al lavoro! Tuo padre ti ha ordinato

di incatenare questo avanzo di galera: stretto da catene

d’acciaio, indistruttibili, su uno strapiombo da paura.

Perché lui ha rubato il fuoco per darlo agli

uomini: il tuo splendido fuoco, origine di ogni arte e tecnica.

Deve pagare per questo crimine. Così imparerà a rispettare il potere di Zeus

e la smetterà d’aiutare gli uomini.

(Eschilo, Prometeo, vv 1- 11)

PROMETEO

Ah, il cielo luminoso, il soffio del vento,

le sorgenti dei fiumi, lo scintillio infinito delle onde,

la madre terra, il disco del sole che vede tutto:

sono questi i testimoni che io invoco! Guardatemi,

io sono un dio e guardate che cosa mi hanno fatto gli dei!

Guardare che oltraggio devo subire,

Tormentato per un tempo infinito!

Questa infame prigionia se l’è inventata contro di me

il nuovo signore degli dei.

Che dolore! Ora e poi ancora in futuro

altro dolore! Verrà mai il giorno

in cui finiranno queste sofferenze?

Ma cosa dico? Il futuro io lo conosco in tutti i suoi

particolari: nessun male mi arriverà inaspettato.

Bisogna che io sopporti il destino meglio che posso,

perchè, lo so, non si può lottare contro la forza di Ananche,

non si può lottare con la Necessità.

Non ha senso che io mi lamenti per quel che è successo.

Però anche stare zitto, come faccio?

Ho dato agli uomini un privilegio che era degli dei

e adesso sono costretto a subire questo tormento.

Sono andato a caccia del fuoco e ne ho rubato una scintilla nascondendola all’interno di una canna.

Che grande risorsa per gli uomini! tutte le arti, tutte le tecniche sono venute da lì:

il fuoco è stato il loro maestro. E adesso pago per questo delitto,

incatenato qui a cielo aperto!

(Eschilo, Prometeo, vv. 88-113, a cura di Davide Susanetti, ed. Feltrinelli)

il Parco della Maiella diventa Geoparco dell’Unesco

Il Parco Nazionale della Maiella diventa da oggi Geoparco dell’Unesco. Si possono leggere maggiori particolari dell’evento sulla rivista Tetide dedicata alla geologia.

La sacra montagna dei popoli italici, dedicata a Maja, la dea madre da cui dipendeva la fertilità e l’abbondanza dei raccolti, è un imponente massiccio dalla tipica struttura a cupola formato in prevalenza da rocce carbonatiche la cui storia geologica inizia sotto il mare 165 milioni di anni fa. La sedimentazione calcarea, durata più di 100 milioni di anni, ha generato enormi spessori di roccia organogena, in cui si sono fossilizzati molluschi, coralli, alghe e altre forme di vita marina e terrestre.

Uno dei più importanti giacimenti fossiliferi è quello nei pressi della cittadina di Palena, nella quale è stato realizzato un interessantissimo Museo Geopaleontologico, in cui sono raccolti centinaia di fossili dei quali si sono impresse nella roccia anche le più fini strutture. Particolarmente interessante è il fossile del Prolagus, un piccolo roditore del Miocene perfettamente conservato.

In questo post di qualche anno fa parlai del Museo e dei suoi reperti.

21 aprile, compleanno di Roma

Secondo la tradizione Roma fu fondata il 21 aprile di 2774 anni fa da Romolo sul colle Palatino.

Il colle Palatino

Ecco come Livio narra la sua fondazione:

Affidato così a Numitore lo Stato albano, Romolo e Remo furono presi dal desiderio di fondare una città in quei luoghi in cui erano stati esposti e allevati. Sovrabbondava infatti la popolazione degli Albani e dei Latini, e ad essi per di più si erano aggiunti i pastori, sì che tutti senz’altro speravano che sarebbe stata piccola Alba, piccola Lavinio, in confronto alla città che si voleva fondare.

S’insinuò poi fra queste considerazioni quel male ereditario ch’è la cupidigia di regnare, e in conseguenza di ciò nacque l’indegna contesa originata da motivi piuttosto futili. Poichè erano gemelli, e non valeva dunque come criterio risolutivo il rispetto dovuto all’età, affinché gli dèi sotto la cui protezione erano quei luoghi indicassero come segni augurali chi doveva dare il nome alla nuova città, chi dopo averla fondata doveva regnarvi, Romolo, per prendere gli auspici, occupò come luogo di osservazione il Palatino; Remo l’Aventino.

Il colle Aventino

Si dice che a Remo per primo apparvero come segno augurale sei avvoltoi; e poiché, quando ormai l’augurio era stato annunciato, se ne erano offerti alla vista di Romolo il doppio, le rispettive schiere li avevano acclamati re entrambi: gli uni pretendevano d’aver diritto al regno per la priorità nel tempo, gli altri invece per il numero degli uccelli.

Venuti quindi a parole, dalla foga della discussione furono spinti alla strage; fu allora che Remo cadde colpito nella mischia: è più diffusa la tradizione che Remo, in atto di scherno verso il fratello, abbia varcato con un salto le nuove mura; che per questo sia stato ucciso da Romolo infuriato, il quale, inveendo anche con le parole, avrebbe aggiunto: “Così perisca d’ora in poi chiunque altro varcherà le mie mura!”

Pertanto Romolo ebbe da solo il potere; fondata la città, essa ebbe nome dal suo fondatore.

( Tito Livio, Storia di Roma dalla sua fondazione, L. I, 7)

Palatino, cisterna arcaica

la foglia

edera

Sempre la foglia volge il suo diritto inverso il cielo acciò possa meglio ricevere con tutta la sua superfiecie la rugiada che con lento moto discende dall’aria e tali foglie sono in modo compartite sopra le lor piante che l’una occupa l’altra il men che sia possibile col rinterzarsi l’una sopra dell’altra come si vede fare all’edera che copre li muri e tal reinterzamento serve a due cose cioè a lasciare li intervalli che l’aria e il sole possa penetrare in fra loro e l’aria.

(Leonardo da Vinci, Trattato della pittura)

edera

berrettino per neonata

Un berrettino piccolissimo e semplice da fare per la primavera. Si lavora tutto a maglia rasata.

Per una taglia 0-3 mesi occorrono circa 25 g di filo di cotone biologico e ferri n, 3 . La circonferenza della testa è 35 cm e la lunghezza 17 cm.

Montare 96 maglie e lavorare a m. rasata (un ferro rovescio e uno diritto) per 13 cm. Cominciare a diminuire solo sui ferri al diritto: 1 m. * una diminuzione (prendere 2 m. insieme), 2 m., ripetere da * fino alla fine del ferro, terminare con 1 m.

Continuare con le diminuzione solo sui ferri al diritto facendole coincidere con quelle precedenti. Quando si hanno 6 m. tagliare il filo lasciandone una decina di cm, con un ago da lana farlo passare attraverso gli occhielli delle maglie e stringere per chiudere dopo aver tolto il ferro, fermare il filo.

Cucire infine il lato del berrettino.

benvenuto piccolo fiore!

Benvenuto piccolo fiore di primavera!

Porti luce, colore, tenerezza, allegria.

Noi ti portiamo amore

tante borse fai da te

Tante e tante sono le borse che ho fatto negli anni, a crochet, ricamate, cucite, ricavate da vecchie maglie, da scampoli di stoffa. Eccone alcune con i link che rimandano alle spiegazioni.

Le borse a crochet:

Le borse ottenute da riciclo: di un vecchio maglione,

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di cravatte,

Di vecchi jeans,

Da magliette

borsa azzurra2 002

Ricamate

borsa germano

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Ciao a tutti io sono Mariasole ho 12 anni sono un'homeschoolers, faccio ginnastica artistica da pochissimo tempo ma mi sono subito appasionata, oltre alla ginnastica artistica ho la passione di creare: lavoretti collane bracciali ecc. ecc. per questo il mio blog si chiama gymnastics creative (G.C.)

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