vestito a crochet e tessuto

Ho appena finito un vestitino estivo con il top a crochet. L’ho fatto senza schema adattando il modello via via che procedevo alla taglia di mia figlia, non ho quindi spiegazioni.

Ho cominciato dallo scollo su una catenella chiusa a cerchio su cui ho continuato a lavorare in cerchio alternando giri a m. bassa in marrone a giri m. alta a V in arancione, aumentando il numero di maglie necessarie ad avere un anello.

 

Il corpino l’ho lavorato separatamente iniziando dal basso e lavorando in righe di andata e ritorno. Ho alternato righe di m. alta, m. alta traforata (1 m. alta, 1 catenella, saltare 1 maglia) e m. bassa, poi ho continuato tutto a m. bassa facendo 2 aumenti per riga in corrispondenza del seno e diminuzioni ai lati in corrispondenza degli scalfi manica.

Infine ho continuato a m.alta, continuando a diminuire per gli scalfi manica ed adattando lo scollo allo sprone circolare.

Ho cucito quindi le due parti ed ho fatto un giro di m.alta ed uno di m. bassa intorno agli scalfi manica. Qui ho passato anche con l’ago un filo elastico.

Per ultimo ho cucito il corpetto a crochet alla stoffa arricciata.

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pasticcio di carne allo zenzero e limone

Un piatto appetitoso, con il gusto fresco dello zenzero, adatto alle giornate di grande caldo. Si fa in pochissimo tempo ed è digeribile perché non ho aggiunto grassi.

  • 500 g di macinato magro di vitellone
  • 1 uovo
  • 50 g di zenzero
  • 1 limone

Mescolare la carne macinata con l’uovo, lo zenzero grattato, la buccia di limone grattata, il succo di mezzo limone, sale.

Imburrare e cospargere di pangrattato una pirofila e disporvi la carne livellandola con una forchetta. Cuocere in forno per circa 30 minuti. Lasciare intiepidire prima di servire.

Io a volte lo congelo ancora crudo, direttamente nella pirofila, che può passare dal freezer al forno; bisognerà calcolare in questo caso 15-20 minuti di cottura in più.

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amati dalle farfalle

La Farfalla

Nascere a primavera, morire con le rose,
sulle ali di uno zefiro nuotare nella luce,
cullarsi in grembo ai fiori appena schiusi,
in una brezza pura di profumi e d’azzurro,
scuotere, ancora giovane, la polvere alle ali,
volare come un soffio verso la volta infinita:
ecco della farfalla il destino incantato!
Somiglia al desiderio che non si posa mai,
che mai si sazia, ogni cosa sfiorando
per poi tornare al cielo,in cerca di piacere.

(Alphonse De Lamartine)

Le bellissime farfalle amano gli ambienti assolati e non inquinati da insetticidi, in cui si alternino prati, siepi, boschi, fonti di acqua.

La maggior parte delle farfalle è legata a determinate piante di cui si cibano quando sono bruchi. Per esempio i bruchi delle splendide Vanesse si cibano delle foglie dell’ortica.

Gli insetti adulti invece, nella loro brevissima vita, suggono il nettare dei fiori con la lunga spiritromba, una sorta di cannuccia tenuta arrotolata e distesa poi  quando deve essere introdotta nelle corolle e nei calici dei fiori.

 I fiori più visitati sono quelli più ricchi di nettare,

Salvia nemorosa

i lillà sono visitati dal podalirio il cui bruco si ciba delle foglie dei prugnoli selvatici.

Fra i fiori di campagna sono molto visitati la ruta

e il finocchio selvatico.

finocchio selvatico

E poi la lavanda,

l’achillea, la verbena e il fiordaliso.

Anche fiori apparentemente irti e coriacei sono appetiti dalle farfelle che devono guardarsi però dai predatori in agguato.

Le farfalle vivono pochi giorni, a volte uno solo, in questo breve tempo devono accoppiarsi e deporre le uova da cui usciranno i bruchi della generazione successiva. Il bruco si trasformerà in crisalide che immobile, avvolta in un astuccio protettivo, compirà una completa metamorfosi cambiando tutti i suoi tessuti. A metamorfosi compiuta ne uscirà lo splendido insetto adulto che ricomincerà il ciclo.

 

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asciugamani con rose a punto a croce

Un lavoro facile per l’estate da fare anche con il gran caldo: gli asciugamani con le rose ricamate a punto a croce nelle sfumature del rosa e del verde: la rosa aperta per l’asciugamano grande, il bocciolo per il piccolo.

Da fare in un pomeriggio e da destinare ad un regalo!

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arrampicatori nati

Camminando sui sentieri di montagna, soprattutto all’alba e al tramonto, è possibile avvistare animali adattati in maniera ammirevole alle alte quote e ai dirupi: sono i camosci e gli stambecchi in grado di stare in equilibrio in zone impervie subito dopo la nascita.

Entrambe le specie hanno un innato senso dell’equilibrio e una grande agilità e potenza polmonare che li rende in grado di superare in pochi minuti notevoli dislivelli. Tale eccezionale equilibrio è dovuto anche alla particolare forma degli zoccoli larghi e robusti, appuntiti e divaricati.

“Quel giorno di novembre il re riconobbe il declino. Il cuore  batteva più  lento dei duecento colpi al minuto, spinta che dà  ossigeno agli slanci in salita e li fa superare in leggerezza.
Gli zoccoli del camoscio sono le quattro dita del violinista. Vanno alla  cieca e non sbagliano millimetro. Schizzano su  strapiombi, giocolieri in  salita, acrobati in discesa, sono artisti  da circo per la platea delle  montagne. Gli zoccoli del camoscio  appigliano l’aria. Il cavallo a  cuscinetto fa da silenziatore  quando vuole, se no l’unghia divisa in due  è nacchera di  flamenco. Gli zoccoli del camoscio sono quattro assi in  tasca a un  baro. Con loro la gravità è una variante al tema, non una  legge.”
(Erri De Luca, Il peso della farfalla).

Come molti altri erbivori le femmine di questi animali vivono in branchi insieme ai piccoli, i maschi vivono isolati o in gruppi, in autunno duellano a poderosi colpi di corna, in scontri che raramente sono mortali, il vincitore si accoppierà con le femmine. Per questo i maschi sono forniti di corna di lunghezza considerevole, soprattutto quelle degli stambecchi sono a forma di scimitarra, particolarmente pesanti e ingombranti.

Lo stambecco è particolarmente adattato all’ambiente di alta montagna, oltre i 2000 metri fra le rocce e i magri pascoli anche in inverno quando si nutre di muschi e licheni.

 

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bavaglini a crochet

Questi bavaglini sono molto semplici da fare, sono adatti anche per le principianti, poi si potranno decorare con le applicazioni che più piacciono.

Occorrono 50 g di cotone (per tutti e 3 i bavaglini), un uncinetto n. 2,5, 3 bottoncini e poco filo colorato per le applicazioni.

Montare 38 catenelle e lavorare un primo giro a m. bassa. Al 2° e al 3° giro fare un aumento all’inizio e alla fine di ogni giro; si hanno ora 42 maglie (16 cm).

Continuare a m. bassa senza più aumenti per 13 cm, lavorare le prime 12 maglie, poi senza finire il giro girare il lavoro e continuare solo su queste maglie diminuendo 1 maglia all’inizio di ogni giro per 8 giri. Rimangono 4 maglie.

Lavorare ancora 5 giri senza aumenti, poi aumentare 1 m. dal lato interno e nel giro successivo diminuire 1 m. dal lato esterno, per 16 giri. Fare una piccola asola lavorando 5 catenelle e fissando poi con 1 mezza m. bassa l’ultima alla prima. Rompere il filo e affrancare.

Riprendere il lavoro dalla parte esterna della metà lasciata precedentemente e fare lo stesso lavoro senza finire con l’asola. Cucire il bottoncino all’estremità.

Festone: intorno al bordo del bavaglino lavorare: 3 m.basse nella stessa maglia, 1 m. bassissima nella m. seguente, continuare così fino alla fine del giro.

In alternativa per il festone: 3 catenelle, saltare 2 m, 1 m. bassa.

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come superare l’estate

Stiamo vivendo un’estate molto calda e siccitosa che crea gravi problemi alla nostra agricoltura; le piante spontanee del nostro clima mediterraneo sono però adattate a difendersi dall’aridità estiva.

L’estate per le piante mediterranee è una stagione avversa più dell’inverno che in genere è mite, con temperature che non scendono sotto lo zero. I nemici peggiori in estate sono la mancanza di acqua e il calore eccessivo. In molte piante si sono selezionati meccanismi o cicli vitali adatti a superare questi fattori negativi.

Alcune piante fioriscono in pieno inverno e fruttificano agli inizi della primavera; agli inizi dell’estate cominciano a perdere le foglie. È il caso dell’Euforbia arborescente comune sulle coste del Mediterraneo le cui foglie hanno assunto colori autunnali e stanno cadendo.

Rispunteranno quando arriverà l’autunno con le sue piogge e le giornate più fresche.

Molte piante che vivono sulle nostre coste hanno le foglie piccole e rivestite da una leggera peluria o da un rivestimento ceroso per evitare la dispersione d’acqua e l’eccessivo soleggiamento.

Altre hanno foglie succolente per immagazzinare l’acqua come le tante piante appartenenti alla famiglia delle Crassulacee.

Moltissime sono le erbacee che completano il loro ciclo di vita nella tarda primavera maturando i semi che rimangono quiescenti sul terreno, con le prime piogge d’autunno e le temperature più fresche germoglieranno. È il caso di queste Graminacee.

Gli animali cercano riparo all’ombra durante le ore più calde, alcuni addirittura in buchi del terreno. Queste chiocciole si aggregano su foglie e fusti che le tengono separate dal terreno arroventato dai raggi del sole.

 

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odiati ma utili

Se c’è un animale che suscita paura, ribrezzo, odio è il serpente, per lo meno nella nostra cultura; perché in altre culture questi animali sono stati e sono oggetto di venerazione.

La nostra paura porta spesso all’uccisione dell’animale, senza distinguere fra specie innocue, la maggioranza, e specie velenose che in Europa sono solo quelle appartenenti al genera Vipera. Ciò priva la nostra fauna di animali utilissimi a tenere sotto controllo lo sviluppo di specie nocive come i topi.

I serpenti sono rettili appartenenti al gruppo tassonomico Serpentes ( dal latino serpens, strisciante), hanno infatti il corpo allungato e privo di arti, che consente loro di muoversi agilmente sul terreno, in mezzo alla vegetazione e in acqua.

Tutti i serpenti nostrani si nutrono di piccoli animali che catturano grazie al morso velenoso o stritolandoli fra le spire e inghiottono interi.

Singolari sono le caratteristiche con cui l’evoluzione ha adattato questi animali: la colonna vertebrale è costituita da numerosissime vertebre molto mobili cui sono articolate le coste su cui si inseriscono i muscoli robusti con i quali l’animale compie i suoi spostamenti. Manca uno sterno per consentire al corpo di dilatarsi quando ingoiano prede intere.

Per adattarsi al corpo allungato gli organi interni sono disposti in successione, un polmone è atrofizzato mentre l’altro è molto allungato.

Hanno il corpo rivestito di squame sopra le quali c’è uno strato corneo che viene sostituito periodicamente durante la muta. Il processo di muta è rapido, ma durante questa fase l’animale è vulnerabile e ricerca perciò ambienti protetti. Il vecchio strato corneo, chiamato esuvia, viene rivoltato come un calzino e abbandonato intero. Ogni anno intorno al mio casale trovo esuvie di serpente, alcune di considerevole lunghezza.

alviano 10 maggio 14 006

Si alimentano irregolarmente, possono trascorrere giorni e settimane fra un pasto e l’altro, in compenso possono ingoiare prede più grandi di loro la cui digestione può durare giorni.

Come gli altri rettili i serpenti hanno bisogno di calore per essere attivi, calore che ricavano dall’ambiente circostante non essendo in grado di produrlo internamente come gli uccelli e i mammiferi. Quando la temperature esterna si abbassa troppo non riescono più a mantenersi attivi perciò in autunno si rifugiano in ripari dove possono essere protetti dal gelo invernale.

La paura che abbiamo di questi rettili è dovuta soprattutto al morso delle vipere. In realtà queste sono piuttosto piccole, schive e non attaccano l’uomo se non per difesa se la fuga non è possibile. Basta prendere qualche precauzione per evitarle quando si cammina in campagna o in montagna:

  • non avventurarsi con calzature inadatte in mezzo all’erba alta o in terreni rocciosi, indossare sempre calze e scarponcini o stivali,
  • Non rovistare a mani nude fra l’erba alta e vicino ad ammassi di pietre, magari alla ricerca di frutti di bosco.
  • Munirsi di un bastone con cui rovistare fra l’erba prima di chinarsi a raccogliere qualcosa.
  • Prestare maggiore attenzione nelle prime ore della mattina quando gli animali sono intorpiditi dalle temperature basse.
  • Insegnare ai bambini queste precauzioni

Il morso di una vipera molto raramente è mortale per una persona adulta, quindi eventualmente si può raggiungere il posto di soccorso più vicino cercando di stare tranquilli ed evitando di intervenire in qualsiasi modo sulla ferita.

 

 

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belli e invadenti

È facile camminando per le montagne alpine incontrare le belle fioriture degli Epilobi color rosa acceso che soprattutto nei suoli umidi formano dense colonie. A questo genere appartengono numerose piante dallo stelo diritto che può raggiungere i 150 cm nell’Epilobio a foglie strette.

È una pianta tenace e resistente che è fra le prime a crescere nei boschi bruciati. Durante l’ultima guerra mondiale nasceva nelle buche lasciate dalle bombe, fra le macerie delle città bombardate a lenire con i suoi bei fiori rosa il dolore e la desolazione.

Questa capacità colonizzatrice deriva dall’efficacia dei suoi sistemi di propagazione: ogni pianta genera un enorme numero di piccolissimi semi racchiusi in lunghe capsule che in autunno si fendono per lasciarli uscire, il vento li trasporterà lontano grazie ai candidi filamenti setosi di cui sono provvisti.

Se il terreno in cui atterrano è soleggiato e libero da altre piante i semi germoglieranno numerosi. È per questo che queste piante crescono bene in terreni resi deserti dal fuoco o dal taglio del bosco. Gli epilobi riescono a propagarsi abbondantemente anche grazie alla capacità di emettere nuove piante dalle radici a rizoma, così formano fitte comunità che impediscono ad altre piante di crescere.

Nei paesi nordici i giovani getti e il midollo dei fusti sono consumati come verdura ricca di vitamina C e A.  L’epilobio contiene vari principi antinfiammatori, l’applicazione del gambo sbucciato sulle ferite con pus le aiuterebbe a guarire.

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biscotti allo zenzero e frutta secca

Ho provato a fare questi biscotti in alternativa ai soliti frollini poco digeribili a causa del burro che contengono. Il risultato è stato ottimo ed ecco la ricetta, rapida e semplice da fare.

Occorrono:

  • 300 g di farina 00
  • 180 ml di olio di semi
  • 100 g di zucchero
  • 2 uova
  • 50 g di frutta secca sgusciata (noci, mandorle e nocciole)
  • 50 g di zenzero fresco grattato
  • buccia di limone grattata

Mescolare la farina con la frutta secca tritata grossolanamente, la buccia di limone grattata, lo zenzero spellato e grattato, le uova, lo zucchero, l’olio, fino a ottenere un impasto omogeneo.

Si ottiene un composto denso da mettere a cucchiaiate sopra una teglia ricoperta di carta da forno.

Cuocere per 25-30 minuti in forno preriscaldato a 180° C.

 

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