10 anni di blog

maggio 2012

Sono passati 10 anni dai primi articoli che scrissi per questo blog! Da allora ne ho pubblicati più di mille, cercando di mantenere una certa costanza, con qualche periodo di stanca, ma in genere posso dire di essermi divertita.

gennaio 2013

Ho scritto dei miei interessi e di ciò che mi incuriosisce, dei miei lavori, dei miei viaggi, delle passeggiate per Roma, della vita in campagna e delle mie ricette.

luglio 2014
giugno 2015
luglio 2016
febbraio 2017
ottobre 2018
marzo 2019
aprile 2020
maggio 2021
febbraio 2022

Continuerò a scrivere, fino a che mi piacerà farlo!

buona Pasqua!

Buona Pasqua!

statue di eroine e donne comuni

Le statue di parsonaggi femminili in Italia sono vergognosamente molto poche, come ha dimostrato recentemente una ricerca di Mi riconosci?, un’associazione di studenti e lavoratori dei Beni Culturali che ha pubblicato recentemente i risultati di un censimento sulle statue femminili presenti in luoghi pubblici, escludendo le statue della Madonna, quelle delle sante e le statue allegoriche.

I risultati sono veramente sconfortanti, le statue segnalate sono solo 171, quasi inesistenti nelle grandi città: a Roma ne sono segnalate 8, la più famosa è quella ad Anita Garibaldi, l’unica statua equestre dedicata a una donna. Anita è ritratta mentre fugge a cavallo, con il figlioletto neonato in braccio, dall’accampamento assediato dai soldati imperiali brasiliani durante le lotte per l’indipendenza della Repubblica di Rio Grande do Sul.

La statua si trova al Gianicolo e nel suo basamento riposa il suo corpo.

Sempre al Gianicolo moltissimi sono i busti di combattenti per la Repubblica Romana nel 1849, uno solo è quello di una donna: Colomba Antonietti, morta su questo colle e qui sepolta.

Fra i 229 busti di personaggi famosi che si trovano sparsi per i viali del Pincio a Roma solo tre sono di donne, che scendono a due se si toglie la santa patrona d’Ttalia: Santa Caterina da Siena. Sono Vittoria Colonna e Grazia Deledda.

Il magro elenco continua nelle altre città italiane, grandi e piccole, Torino ad esempio non ne ha neanche una.

L’altro aspetto disturbante è che per alcune di queste scarse statue si è cercata una raffigurazione della donna che mette in luce solo l’aspetto erotico, come se quello fosse il solo modo di descriverla. Le polemiche sono infuriate per la recente statua della Spigolatrice a Sapri o per quella delle due giornaliste uccise: Ilaria Alpi e Maria Grazia Cutuli.

Qui sotto è la foto di una di queste rare statue femminili: le merlettaie, si trova a Sansepolcro e celebra le donne che si dedicavano e si dedicano ancora al tipico merletto a fuselli.

Bisogna andare in altre città europee per scoprire statue di donne comuni, come questa giovane studentessa con la cartella sottobraccio che su un marciapide di Madrid cammina fra un motorino e l’altro.

A Berlino invece l’omaggio alle donne comuni capaci di eroismo è in queste statue che nella piccola ma centrale Rosenstrasse ricordano le mogli che nel gelido inverno del 1943 stazionarono per settimane davanti alla prigione dei loro uomini che stavano per essere deportati dai nazisti, ottenendone infine la scarcerazione.

Alcune petizioni sono attive per chiedere la collocazione di statue di donne, fra queste quella di Terre des Hommes per chiedre al sindaco di Milano una statua per le spose bambine e le ragazze vittime di abusi, #UnaStatuaPerLeBambine che si può firmare qui.

A Roma invece un gruppo si studenti dell?istituto Europeo di Design hanno costruito un piedistallo di legno vuoto per protestare contro La Statua che Non Esiste: è quella di Trotula De Ruggero vissuta nell’Xi secolo, prima donna medico d’Europa, che operò probabilmente nella Scuola Medica Salernitana.

sassi

Sassi sul greto di un torrente in secca dove crescono fiori

val Masino_ Sassifraga

e sassi che il fiume leviga.

Sassi trasportati dalla forza della corrente, lucidi di acqua

sardegna

e colorati dai fiori.

Sassi per erigere mura,

per pavimentare strade,

per costruire case e coprire tetti.

Sassi che un bambino si mette in tasca o nel secchiello, non ha perduto la strada di casa, ci vuole solo giocare.

Sassi che fanno cerchi nell’acqua,

sassi che due milioni di anni fa erano esseri viventi.

Sassi di calcare,

sassi di marmo,

sassi di lava

E infine il sasso per antonomasia, il Gran Sasso!

vasi di fiori alle finestre

Immagini gentili di finestre fiorite, a volte basta un semplice vaso di una umile crassulacea, avvezza a sopportare insolazione e siccità persistente, per rallegrare la finestra di una cantina.

A volte finestre e balconi sono tutto un tripudio di colori

Una finestra minuscola, quasi una feritoia, è quasi completamente occupata dal vaso di ciclamini.

Finestre che rallegrano chi passa e ci raccontano di chi abita dentro, perché come scrisse Gianni Rodari

Se invece dei capelli sulla testa

ci spuntassero i fiori, sai che festa?

Si potrebbe capire a prima vista

Chi ha un cuore buono e chi una mente trista.

Il tale ha in capo un bel ciuffo di rose

segno che pensa solo dolci cose.

L’altro è certo un signore d’umor nero

gli crescono le viole del pensiero.

E quello con le ortiche spettinate?

Deve aver le idee disordinate.

(Gianni Rodari, Il libro dei perché)

facciamo la maglia non facciamo la guerra

#Cuoredimaglia# è un associazione che da 12 anni coordina volontarie che lavorando a maglia e all’uncinetto confezionano piccolissimi indumenti per le TIN, cioè le terapie intensive neonatali, di molte città italiane e per alcuni ospedali africani. Con questi piccoli e coloratissimi regali si porta un conforto caldo e concreto ai genitori di bimbi nati prematuramente. Io ne ho parlato qui.

Con un evento social straordinario l’associazione ha invitato le volontarie a “imbracciate con amore” i ferri e uncinetti e confezionare qualcosa di morbido e caldo nei colori della bandiera ucraina per manifestare vicinanza e solidarietà a questo sfortunato popolo. Un piccolo gesto di accudimento, di cura, di pace in risposta all’inumana insensatezza della guerra.

Centinaia di volontarie hanno aderito, facciamo la maglia, non facciamo la guerra!

22 02 2022

22 – 02 – 2022

La data di oggi è un numero palindromo, si legge cioè sia da sinistra verso destra, ma non cambia se la si legge da destra verso sinistra. Tutte le curiosità su questa situazione particolare e rarissima in questo articolo di Meteored: 22-02-2022, un giorno speciale: curiosità sui palindromi! Il prossimo? firmato da Lorenzo Pasqualini

le grotte lattaie

Le grotte sono state fin dalla preistoria luoghi di riparo, di sepoltura, di culto. Un culto particolare, che affonda le radici nei millenni passati, è quello che emerge dai reperti della Grotta Lattaia del Monte Cetona, nel senese.

Monte Cetona, Grotta Lattaia

La grotta, di origine calcarea, è stata frequentata dagli esseri umani per decine di migliaia di anni, vi si sono trovate anche tracce dell’Uomo di Neanderthal. Quello che interessa per questo post è che si sono trovati numerosi oggetti risalenti al III-I secolo a. C. che fanno pensare al culto di una divinità salutare, protettrice delle madri e dei neonati. Sono rappresentazioni in terracotta di parti anatomiche, figurine di neonati in fasce, monete.

Le acque di stillicidio della grotta venivano ritenute salutari fino a tempi molto recenti, ancora nel ‘900 le donne le bevevano per favorire la lattazione, in epoche in cui una madre senza latte vedeva spesso morire il proprio neonato,. Probabilmente le stalattiti a forma di mammelloni e l’acqua calcarea biancastra evocavano il prezioso liquido vitale.

Sono diverse le grotte lattaie in cui è possibile ritrovare questo culto, sono diffuse soprattutto nella Toscana meridionale, altri esempi sono le Pocce Lattaie presso Pienza e alcune cavità presso Monticchiello e Sarteano.

Anche in provincia di Roma, sul Monte Soratte la piccola chiesa di Santa Romana ricavata in una cavità del massiccio calcareo, conserva una piccola vasca di pietra in cui gocciola l’acqua di stillicidio. Le donne fino agli anni ’50 del ‘900 la bevevano o immergevano il seno per favorire la lattazione.

La chiesetta rupestre di Santa Romana sul Monte Soratte

A questi culti antichissimi si sono sovrapposte e affiancate le Madonne del latte, immagini della vergine che allatta Gesù bambino presenti nell’iconografia cristiana dal VI-VII secolo, ma diventate molto popolari a partire dal XIV secolo soprattutto in Toscana e nel nord Europa. Molti pittori famosi dipinsero Madonne che allattano, tra questi Ambrogio Lorenzetti, Correggio e lo stesso Leonardo. Il Concilio di Trento (1545-63) impose però ai vescovi di eliminare o ritoccare queste immagini ritenute sconvenienti. Le grotte lattaie continuarono invece a svolgere la loro funzione consolatoria quasi fino ai giorni nostri.

La Grotta Lattaia del Monte Cetona si può visitare prenotando a questo indirizzo. insieme alla grotta la visita comprende il Museo di Cetona e l’Archeodromo dove sono state ricostruite abitazioni dell’età del bronzo. La visita guidata è molto interessante e paesisticamente bella.

San Silvestro

Perché il 31 dicembre, ultimo giorno dell’anno, è noto come giorno di San Silvestro? Chi fu San Silvestro?

Silvestro I fu il 33° papa, contemporaneo dell’imperatore Costantino. Sulla sua vita e i suoi miracoli sono note molte leggende, una di queste narra che avrebbe convertito Costantino al Cristianesimo. In realtà Costantino fu il primo imperatore romano che accettò il Cristianesimo e ne gestì il potere per tutto il suo regno impegnandosi a fondo nell’opera di cristianizzazione dello Stato, ma non fu Silvestro a convertirlo.

Silvestro prima della cessazione delle persecuzioni contro i cristiani si era rifugiato in un eremo in cima al Monte Soratte, a circa 40 Km da Roma, dove anticamente si venerava Sorano, divinità sacra alle popolazioni laziali.

Il Monte Soratte con il paese di Sant’Orèste (Rm)

Morto il papa precedente fu richiamato a Roma dove divenne prima vescovo, poi papa. Il suo pontificato durò a lungo, ben 21 anni, morì il 31 dicembre del 335, questo giorno gli fu dedicato già l’anno successivo alla sua morte.

Una curiosa leggenda lo lega di nuovo all’anno solare: si narrava che Silvestro si recò al Foro Romano per cacciarvi un drago che viveva vicino a una palude ed era nutrito dalle vestali. Il drago uccideva i passanti con il suo alito pestilenziale. Silvestro per raggiungerlo dovette scendere 365 scalini, i giorni dell’anno. La vittoria sul drago significava la chiusura della vecchia era dominata dalle religioni pagane e l’inizio di una nuova era nel segno del Cristianesimo.

Il Foro Romano e il Palatino

Il corpo di San Silvestro riposa all’interno della piccola chiesa a lui dedicata, nella centralissima piazza omonima.

Piazza San Silvestro con la chiesa sulla sinistra e il palazzo delle Poste

La chiesa di San Silvestro in capite è antichissima, fu costruita nell’VIII secolo sulle rovine del Tempio del Sole. Si chiama “in capite” perché vi è conservata una reliquia della testa di San Giovanni. La chiesa Fu restaurata più volte, il campanile romanico risale al secolo XII, la facciata è del 1700. Accanto è l’imponente edificio delle Poste del XIX secolo, che fu inizialmente un monastero annesso alla chiesa.

Buon anno nuovo a tutti quelli che mi leggono!

buone Feste!

Buone feste a chi mi segue da tanto tempo, a chi passa per caso, a chi è appena arrivato e a chi ha vissuto quasi cento Natali, a chi aspetta con trepidazione Babbo Natale e a chi si aspetta solo un po’ di allegria e di compagnia.

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Ciao a tutti io sono Mariasole ho 12 anni sono un'homeschoolers, faccio ginnastica artistica da pochissimo tempo ma mi sono subito appasionata, oltre alla ginnastica artistica ho la passione di creare: lavoretti collane bracciali ecc. ecc. per questo il mio blog si chiama gymnastics creative (G.C.)

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