compassione

La quercia è tutta nera. Una saetta

la fece secca, la lasciò stecchita

e da quel giorno nun s’è mossa più.

Ma la Natura, sempre generosa,

pe’ daje l’illusione de la vita

ogni tanto je copre la ferita

co’ le foje de rosa…

(Trilussa)

 

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geologia di Roma antica

Tutti sanno che Roma fu fondata su sette colli: il Palatino, l’Aventino, il Capitolino, il Quirinale, il Viminale, il Celio e l’Esquilino. Interessante è conoscere la genesi geologica di questi colli così importanti per la storia di questa città che un tempo fu caput mundi.

I colli furono generati dalle stratificazioni di materiale vulcanico eruttato dal complesso dei colli Albani, a sud di Roma che con un’intensa attività formarono una piattaforma costituita di tufi, colate piroclastiche e colate di lava. L’attività vulcanica di questo distretto iniziò circa 600 mila anni fa e fu particolarmente energica tanto che ad ogni eruzione furono emessi decine di chilometri cubi di materiale che formò un’ampia piattaforma

Il colle Palatino

I  terreni vulcanici appena formati furono subito sottoposti all’azione erosiva da parte delle piogge e dei corsi d’acqua, primo fra tutti il Tevere il cui corso fu inizialmente deviato dai prodotti vulcanici.

Alcune delle più importanti vie del centro di Roma come ad esempio via Cavour e via Nazionale sono tracciate proprio nelle valli scavate dai corsi d’acqua che dai colli scendevano verso il Tevere.

 

Il colle Aventino visto dal Tevere

L’attività erosiva delle acque continuò nel tempo trasformando la iniziale piattaforma in un paesaggio collinare, fra le tante colline anche i famosi “sette colli”.

Il Quirinale visto dall’Altare della Patria

Il Colosseo fu costruito in parte su una piccola depressione in cui scorreva uno degli affluenti di sinistra del Tevere, il Fosso Labicano. Quindi la parte meridionale, costruita sui sedimenti lasciati da questo corso d’acqua, fu maggiormente danneggiata dai terremoti cui Roma è periodicamente soggetta rispetto alla parte che dà verso via dei Fori Imperiali costruita su solidi terreni tufacei.

Il Fosso Labicano scorreva tra Esquilino, Celio e Palatino, dove ora è la via Labicana, faceva un gomito dove ora è il Colosseo, per poi scorrere verso la valle del Circo Massimo e immettersi nel Velabro Maggiore che scorreva nella valle dove è ora la Passeggiata Archeologica per poi confluire direttamente nel Tevere presso l’isola Tiberina che fu probabilmente formata dai detriti portati dal fiume. La Cloaca Massima fu fatta costruire dai re Tarquini proprio per drenare le acque del Velabro.

Lo sbocco della Cloaca Massima nel Tevere

 

6 anni di blog!

Sono passati 6 anni dal mio primo articolo, ora ne ho scritti e pubblicati quasi 800! Un bel traguardo che non mi sarei certo aspettata quando ho iniziato questa avventura!

Sono successe tante cose in questo ultimo anno, alcune importantissime, tutte hanno avuto un’eco sul blog.

I viaggi e le escursioni,

i fiori

la campagna,

i miei lavori.

Posso dire di essermi divertita e di continuare a divertirmi. Ringrazio tutte le persone che mi seguono e che commentano, ma anche tutti quelli che passano per caso attraverso qualche parola chiave.

portoni

Mi piace fotografare portoni, porte, porticine per quel che lasciano intravedere o immaginare, per quello che posso fantasticare che nascondano, per l’idea di solidità che trasmettono, a volte di vetustà, per l’infinita varietà delle loro forme e colori.

Portoni di vecchie case nobiliari che lasciano intravedere cortili,

porte sgangherate di cantine,

portoni con cornici di pietra,

portoni istoriati dai colori vivaci

o tutti azzurri

posso immaginare chi abita dietro questa porta!

Portoni di legno massiccio corroso dagli anni, ma ingentiliti da vasi di fiori;

vecchie porte incastrate fra le mura

o perse fra i vicoli.

Romantici portoni a vetrate affacciati sui fiori del cortile.

………………

Quando un giorno da un malchiuso portone

tra gli alberi di una corte

ci si mostrano i gialli dei limoni;

e il gelo dei cuori si sfa,

e in petto ci scrosciano

le loro canzoni

le trombe d’oro della solarità.

………………………

(Eugenio Montale, Ossi di seppia)

vicoli

………………………………….

Vicolo: una croce di case

che si chiamano piano

e non sanno ch’è paura

di restare sole nel buio

( Salvatore Quasimodo, Vicolo)

Roma

Vicoli, strette viuzze fra le case, a volte strettissimi, tanto che si può dare la mano al dirimpettaio, angusti e bui eppure affascinanti e ricchi di storia e di storie.

Vicoli di città e di paesi, di borghi arrampicati in collina e di centri di pianura. Risalgono al medioevo quando eserciti invasori e bande di assalitori rendevano necessario stringersi per potersi meglio difendere.

A volte sono ripidi e tortuosi per meglio adattarsi al territorio scosceso.

Capolìveri (Li)

Solo qualche raggio di sole riesce a farsi largo a fatica per poche ore al giorno.

Sorano (Vt)

Sono arrivati fino a noi con le loro architetture, i loro balconcini, le scale, gli archivolti e gli archetti che sorreggono i vecchi muri.

Montefortino (Ap)

Terracina

Roma, via dei 3 Archi

Alcuni stretti e bui lasciano intravedere la valle verde e assolata.

Città della Pieve (Pg)

Raccontano la vita di tutti i giorni che continua, con i panni stesi, la motocicletta appoggiata, le antenne, i fili della luce, le grondaie, i lampioni, le tettoie, i vasi di fiori, i gatti.

Sorano (Vt)

Ischia

Hanno colori diversi a seconda della pietra con cui sono costruite le case e a seconda dei gusti, dai colori pastello di Ischia, al beneaugurante azzurro marocchino.

Rabat (Marocco)

In Puglia prevale il bianco,

in Abruzzo il chiaro calcare luminoso.

Barrea (Aq)

Altrove li si è decorati con macchie di colore.

Sciacca

Alcuni sono coperti per facilitare il rifornimento delle botteghe come la via degli Asini di Brisighella.

Brisighella, via degli asini

 

Monte San Biagio (Lt)

Nei vicoli è sempre piacevole perdersi, ma se si guarda in alto si intravede un rivolo di azzurro.

 

 

oggi inizia la primavera

Oggi è l’equinozio di primavera, il giorno in cui c’è un equilibrio perfetto fra luce e buio ed inizia la primavera astronomica, mentre quella meteorologica è già iniziata, con le sue fioriture e la sua instabilità climatica.

In realtà il giorno dell’equinozio varia da anno ad anno, chi volesse sapere perchè lo può scoprire in questo articolo  https://www.ilmeteo.net/notizie/divulgazione/equinozio-quando-inizia-la-primavera-.html

Buona primavera a tutti!

spaventapasseri

Frontino è un piccolo paese medioevale in provincia di Pesaro Urbino, in cima ad un colle da cui si gode un bellissimo panorama sul Montefeltro. È cinto di mura e possiede una ben conservata torre civica.

Dall’unica strada pricipale fiancheggiata da belle case di pietra si dipartono stretti vicoli.

Nella sede della Pro Loco una simpatica esposizione di spaventapasseri costruiti con fantasia e materiali di recupero per il Festival degli Spaventapasseri.

C’è di tutto: i signori in giacca, cravatta e cappello, il carabiniere, il sindaco con la sua fascia tricolore, il ragazzino e la ragazzina, la nonna in vestaglia.

Affacciati alla balaustra altri pupazzi di stoffa e paglia ci guardano dall’alto, allegri e ingenui, la donnina e il pirata, il meccanico e la vecchina.

Che bella iniziativa! Perché se gli spaventapasseri sono quasi spariti dai campi (sottolineo il quasi perché io continuo a vederne), continuano ad esistere grazie alla fantasia dei bambini e di chi si sente tale anche a tarda età.

la primavera sta arrivando

Ques’anno il freddo si è fatto sentire e tutti aspettiamo con ansia la primavera. In campagna tutto si è bloccato sotto la neve e il gelo, i boccioli pronti per aprirsi e le gemme già gonfie. Speriamo che il freddo tardivo non abbia fatto troppi danni!

I fiori però non mancano, belli, delicati, ma resistenti, non riuscirà a danneggiarli né la neve, né il freddo. Simboli di bellezza, di vita, di rinascita.

Buon 8 marzo a tutte!

dal Manzanarre al Tevere

 

Piccolo fiore venuto da lontano

dalle rive del Manzanarre

a quelle del Tevere

prima non c’era nulla

ora ci sei tu.

 

 

 

Trilussa, un poeta romanesco

A Trastevere, accanto al trafficatissimo lungotevere, di fronte a Ponte Sisto, si apre la piccola piazza Trilussa, dedicata a uno dei più noti poeti contemporanei in romanesco, Carlo Alberto Salustri, conosciuto con lo pseudonimo di Trilussa, anagramma del suo cognome.

Nella piazzetta oltre alla fontana dell’Acqua Paola c’è il monumento al poeta qui collocato nel 1954.

Ironico e arguto, Trilussa si è espresso in un dialetto solo apparentemente spontaneo, in realtà mescolato all’italiano fino ad ottenere un linguaggio raffinato.

Nella cultura popolare romana Trilussa è ben conosciuto ed alcuni suoi versi sono diventati proverbiali come i “polli di Trilussa”, dalla poesia “La Statistica”.

Sai ched’è la statistica? È na cosa
che serve pe fa’ un conto in generale
de la gente che nasce, che sta male,
che more, che va in carcere e che sposa.
ma pe’ me la statistica curiosa
è dove c’entra la percentuale,
pe’ via che lì la media è sempre eguale
puro co’ la persona bisognosa.
M spiego: da li conti che se fanno
secondo le statistiche d’adesso
risurta che te tocca un pollo all’anno:
e se nun entra nelle spese tue
t’entra ne la statistica lo stesso
perché c’è un antro che ne magma due.

Voci precedenti più vecchie

ioinviaggiodue

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"Fa del cibo nello stesso tempo qualcosa di normale e di straordinario, di quotidiano e di eccezionale, di semplice e di speciale".

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