dolce di limone

il limone

Recentemente ho fatto di nuovo, dopo molto tempo, questo dolce di limone, semplice e buono, senza grassi, adatto a finire in bellezza un pranzo un po’ troppo abbondante. La ricetta risale alla mia bisnonna e si continua a fare nella mia famiglia.

Ingredienti (per 4-5 persone)

  • 80 g di zucchero
  • 3 uova
  • 2 limoni
  • 100 g di savoiardi
  • 1 bicchierino di alkermes

Battere i tuorli d’uovo con lo zucchero fino a che non diventino chiari, aggiungere il sugo dei limoni, i savoiardi sbriciolati con le mani, l’alkermes, mescolare bene per amalgamare tutti gli ingredienti. Battere a neve i bianchi d’uovo e aggiungerli delicatamente al composto per non smontarli.

Ungere una pirofila e versarvi il composto ottenuto.

Cuocere a bagnomaria nel forno a 180° per mezz’ora, far raffreddare poi mettere in frigorifero per almeno 12 ore.

dolce-di-limone

crema di ceci

Una buona zuppa che richiede un po’ di pazienza perché deve essere mescolata spesso durante la cottura. Se si ha tempo vale la pena farla perché è saporita e digeribile.

Per due persone:

  • 100 g di farina di ceci
  • 1/2 litro di acqua
  • sale,
  • foglie di salvia
  • olio e.v.o.

Stemperare la farina di ceci con l’acqua aggiungendola poco per volta mescolando per evitare la formazione di grumi e schiacciandoli se si formano.

Mettere sul fuoco moderato e far cuocere per 20-30 minuti, mescolando spesso.

Spegnere il fuoco, salare, aggiungere 2 cucchiai di olio, le foglie di salvia tritate e una macinata di pepe se piace.

Servire bella calda con l’aggiunta di crostini tostati al forno.

crema-di-ceci

La stessa zuppa è buona anche tiepida o fredda d’estate.

torta al cacao e succo d’arancia

Una torta da fare in pochissimo tempo, senza uova, senza grassi, senza latte, ma morbida e buona, cosa volere di più?

Ecco la mia ricetta:

  • 200 g di farina
  • 250 g di zucchero
  • 100 g di cacao
  • raschiatura di un’arancia
  • 1 pizzico di cannella
  • mezza bustina di lievito in polvere
  • 300 ml di succo d’arancia

Imburrare e infarinare una teglia e accendere il forno a 180°.

Mescolare con cura la farina, lo zucchero, il cacao, la raschiatura di arancia, la cannella e il lievito; aggiungere poco per volta il succo d’arancia mescolando per ottenere una pastella omogenea, schiacciando con un mestolo di legno gli eventuali grumi, cercando però di non lavorarla troppo.

Mettere in forno caldo per mezz’ora circa, prima di sfornarla saggiare la giusta cottura con uno stecchino di legno (se è cotta lo stecchino deve uscire asciutto).

torta-al-cacao-e-arancia-004

torta di pere e cacao

Una torta semplice e rapida, senza burro e con poco olio, ma soffice e buona. Adatta a tutti per una colazione o una merenda.

Occorrono:

  • 200 g di farina
  • 200 g di zucchero
  • 2 uova
  • 2 cucchiai di olio
  • 2 cucchiai di cacao
  • mezzo bicchiere di latte
  • 1 bustina di lievito in polvere per dolci
  • 1 pera
  • la buccia grattuggiata di un arancio

Accendere il forno a 200°, intanto che si scalda montare le uova intere con lo zucchero, aggiungere un poco per volta alternandoli  la farina, il cacao, l’olio e per ultimo il lievito sciolto nel latte, la buccia d’arancia. Sbucciare la pera e tagliarla a dadini, aggiungere i dadini alla pastella e versare il tutto nella teglia imburrata e infarinata.

Infornare per circa 35-40 minuti, prima di estrarla dal forno saggiarne la cottura con uno stecchino di legno che deve uscire asciutto.

torta-di-pere-e-cioccolato

Volendo evitare di usare il latte lo si può sostituire con un vasetto di yogurt o con mezzo bicchiere di succo d’arancia.

 

bacche di rosa canina

Sui rami spogli della rosa canina i bellissimi frutti di un rosso brillante rimarranno sulla pianta per gran parte dell’inverno, un invito al loro utilizzo come fonte di vitamina C.

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La rosa canina è un arbusto spinoso molto comune in tutta Italia che possiamo incontrare lungo i sentieri, ai margini dei boschi, nei campi abbandonati a formare siepi fitte e impenetrabili insieme al rovo, al biancospino e al pruno selvatico.

In primavera i cespugli si ricoprono di una nuvola di bei fiori bianchi o rosa molto visitati dagli insetti impollinatori.

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Dai fiori si formano i frutti che maturano nel tardo autunno fino all’inverno inoltrato tanto che è possibile trovare cespugli in cui le foglie sono tutte cadute e conservano solo i rossi frutti chiamati cinorrodi (parola che deriva dal greco e significa proprio rosa canina). In realtà questi sono dei falsi frutti, i frutti veri si trovano all’interno e vengono scambiati per semi ricoperti di piccoli peli.

rosa canina

Il perché del loro nome va forse ricercato nel fatto che in antichità si pensava che curassero i morsi dei cani rabbiosi.

I cinorrodi sono ricchissimi di vitamina C, molto più di qualsiasi altro frutto, anche degli agrumi, tanto che, quando la seconda guerra mondiale impedì all’Inghilterra di importare agrumi, il Ministero della Salute inglese chiese alla popolazione di raccoglierne in quantità. Da essi si ricavava uno sciroppo che contribuì a combattere la carenza di vitamina C.

rosa canina

I piccoli peli all’interno sono irritanti pertanto è difficile mangiarli appena raccolti dalla pianta. Si può però ottenere una insolita marmellata di cinorrodi, a condizione di armarsi di pazienza e di avere tempo a disposizione. La polpa infatti è piuttosto poca e bisogna raccoglierne una discreta quantità.

Bisognerà prima di tutto raccoglierli stando attenti a non pungersi con le spine fitte e ricurve (meglio munirsi di guanti da giardinaggio e forbici). Vanno poi mondati dagli eventuali piccioli, lavati e messi a bollire in poca acqua per circa 10-15 minuti, in una pentola di acciaio inossidabile, fino a che non siano morbidi.

bacche-di-rosa-canina-002

Si tolgono con un mestolo forato e si passano con il passaverdure a buchi piccoli, aggiungendo poca acqua per passarli meglio. Conviene vuotare ogni tanto il passaverdure per evitare che i fori si otturino.

Nella stessa acqua vanno messe delle mele a cubetti e lasciate cuocere fino a che non siano morbide. Ogni 300 g di cinorrodi ho messo una mela.

Quando le mele sono morbide si aggiunge la polpa passata e si omogenizza con il frullatore a immersione. Si rimette al fuoco con 1 cucchiaio di zucchero ogni 300 g di cinorrodi lasciando bollire ancora per poco, poi si mette bollente nei vasetti che si chiudono e si lasciano raffreddare capovolti.

marmellata-di-cinorrodi

Con lo stesso procedimento si possono fare salse per accompagnare carni o pesci, il sapore dei cinorrodi è agro.

Se non si avesse voglia di provare a fare la marmellata, si possono utilizzare i cinorrodi per fare un infuso, basta farne bollire una manciata in 250 ml di acqua per 5 minuti e poi filtrare. L’infuso ha un piacevole sapore agretto e profumato.

agrumi, ricchezza d’inverno

Gli agrumi sono i signori incontrastati dell’inverno; arance, limoni, mandarini, clementine, cedri, pompelmi, sono coltivati da 4 mila anni e il recente sequenziamento del loro genoma ha permesso di ricostruirne la storia: la loro domesticazione è iniziata in Asia e quasi tutti gli agrumi ora coltivati derivano da tre specie: cedro, mandarino e pomelo, che con una serie di incroci hanno generato 25 specie.

cestin

Il primo a raggiungere l’Europa fu forse il cedro (Citrus medica), conosciuto anche in epoca romana con il nome di Citrus. Il pomelo (Citrus maxima) è simile a un grande pompelmo con una forma a pera e moltissimo albedo, la parte bianca.

L’arancio dolce (Citrus sinensis) non esiste allo stato selvatico perché è il risultato dell’incrocio avvenuto circa 4 mila anni fa fra il mandarino e il pomelo. È diventato l’agrume più diffuso

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Il limone (Citrus lemon) fu invece ottenuto dall’incrocio fra arancio amaro e cedro. Fu introdotto in Sicilia dagli Arabi nel medievo.

il limone

Il pompelmo (Citrus paradisi) fu invece ottenuto dall’incrocio fra arancio dolce e pomelo, mentre la clementina (Citrus clementina) da un incrocio fra mandarino e arancio dolce.

mandarini

Gli agrumi sono i protagonisti della cucina invernale, oltre ad essere una piacevole prevenzione e cura per le diverse malattie da raffreddamento.

Ho pubblicato diverse ricette con questi frutti profumati, eccone alcune, cliccando sui nomi si accede al post che le descrive:

marmellata di corbezzole e arance

Non ho resistito alla tentazione di cogliere un po’ di corbezzole mature, i miei cespugli ne sono pieni e per terra ce n’è un tappeto rosso. Così ho improvvisato una marmellata semplice e rapidissima! Le corbezzole mature sono morbide e pastose e non hanno bisogno di lunga cottura. Io metto sempre pochissimo zucchero nelle mie marmellate, ma se ne può sempre aggiungere un po’ se gradito.

corbezzole-

Ingredienti:

  • 500 g di corbezzole mature
  • 1 arancia
  • 50 g di zucchero

Cogliere le corbezzole quando sono morbide, passarle con il passaverdura mettendo il disco a fori piccoli per cercare di eliminare il maggior numero delle piccole creste dure che sono sulla superficie dei frutti, spremere l’arancia.

Mettere la purea al fuoco con il succo di arancia e cuocere 10 minuti, aggiungere lo zucchero e bollire ancora 5 minuti e comunque fino a che non abbia raggiunto la giusta consistenza.

Mettere la marmellata bollente nei vasetti di vetro, chiudere con i coperchi, rovesciare i vasetti su un tagliere di legno e lasciar raffreddare.

Le corbezzole sono ricche di vitamine C e A.

marmellata-di-corbezzole-

platessa al succo di melagrana

Una pietanza semplicissima, da fare in pochissimo tempo, ma saporita e soprattutto molto sana, il che non guasta in vista degli eccessi delle feste!

Per 2 persone:

  • 300 g di filetti di platessa
  • il succo di una melagrana
  • salvia
  • 2 cucchiai di olio e.v.o.
  • sale

alviano 3 ottobre 15 006

Il succo di melagrana si può ricavare spremendo la melagrana con un normale spremiagrumi.

Scaldare l’olio in una padella, rosolare i filetti di platessa da entrambi i lati, salare quindi aggiungere le foglie di salvia sbriciolate fra le dita, il succo di melagrana e terminare la cottura. In tutto saranno necessari circa 10 minuti.

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pere agrodolci

Per questa ricetta ho utilizzato i frutti di un albero che cresce nel nostro terreno, una varietà di pere piccole e dalla buccia color ruggine che maturano in questa stagione e che appartengono ai “frutti dimenticati”, alberi che un tempo venivano piantati come tutori per le viti e per avere frutta che si conservasse anche d’inverno.

pere volpine

Queste piccole pere hanno bisogno di un ammezzimento per essere consumate crude oppure si possono cuocere con il vino o insieme alle castagne per avere un dessert insolito alla riscoperta degli antichi sapori.

Hanno nomi diversi a seconda delle regioni, io le conoscevo come pere volpine e ne avevo già parlato qui. Con l’abbondante produzione di questo grande albero ho provato questa ricetta trovata in un vecchio libro per conservarle in agrodolce.

Ho messo al fuoco mezzo litro di aceto e un bicchiere di vino bianco con 2 cucchiai di zucchero, un pezzetto di cannella, la buccia di mezzo limone, un pizzico di noce moscata. Quando lo zucchero si è sciolto ho aggiunto le pere intere e con la buccia. Le ho fatte cuocere 10 minuti, rigirandole ogni tanto, quindi le ho disposte in barattoli di vetro e ricoperte con il liquido.

Le ho assaggiate e sono buone, si possono servire sia come antipasto che come contorno di carni lesse.

Se non si dispone di questa varietà di pere si può provare ad impiegare pere dalla polpa piuttosto soda e non molto grandi.

torta di mele cotogne

Una ricetta semplice e sana per fare una profumata torta di cotogne.

cotogne

Il nostro alberello ne produce sempre in abbondanza! Dopo aver prodotto innumerevoli barattoli di marmellata di cotogne ne avevo ancora abbastanza per farne torte. Questa in particolare è piaciuta molto, è semplice e sana perché ha pochi grassi.

Ingredienti

  • 1 kg di mele cotogne
  • 200 g di zucchero
  • 200 g di farina
  • 2 uova
  • 2 cucchiai di olio e.v.o.
  • mezzo bicchiere di latte
  • 1 bustina di lievito in polvere per dolci

Lavare accuratamente le cotogne per eliminare la peluria, sbucciarle e tagliarle in spicchi non troppo spessi.

Mescolare in un recipiente le uova intere con lo zucchero, aggiungere poco per volta la farina, l’olio e per ultimo il lievito sciolto in mezzo bicchiere di latte, continuando a mescolare per amalgamare il tutto.

Accendere il forno a 210° C e intanto imburrare e infarinare una teglia, versarvi la metà della pastella, disporvi sopra la metà delle fettine di cotogna, versare sopra l’altra metà della pastella e terminare con le fettine di cotogna rimaste.

Infornare quando il forno è ben caldo e cuocere per circa 40 minuti. Dopo mez’ora si può controllare la cottura della torta bucandola con uno stecchino di legno, se la torta è cotta deve rimanere asciutto.

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