qualcosa di dolce per Natale

Fra i tanti dolci natalizi forse quello che preferisco è tipico della tradizione laziale, il pangiallo, un dolce antichissimo che celebrava il solstizio d’inverno, la festa romana del Sol invictus. Nella versione originale infatti i panetti rotondi erano ricoperti di glassa a cui lo zafferano dava un colore solare. Qui c’è la ricetta di mia nonna, che si fa ancora nella mia famiglia.

Ancora di mia nonna la ricetta delle anisette biscotti leggeri e morbidi che lei faceva non solo a Natale, ma in tutte le occasioni di festa, aromatici per l’aggiunta dei semi di anice erano molto apprezzati da tutti noi.

I biscotti sono graditi da tutti, se ne possono fare in abbondanza, per la colazione dei giorni di festa, per il te o per regalarli in tanti sacchetti decorati da nastri colorati. Possono essere aromatici e calorici, adatti all’inverno come questi allo zenzero e frutta secca, la mia ricetta si può leggere qui.

Qualcosa di dolce da regalare può essere il liquore di cioccolato, molto calorico, ma molto buono e sicuramente gradito ai patiti del cioccolato. La mia ricetta è qui.

liquore di cioccolato2 004

Anche una marmellata particolare è sempre un regalo apprezzato, per esempio una marmellata di cachi, mele e arance o una marmellata di mele e cacao.

Per finire in bellezza un pranzo delle feste senza appesantire troppo due dolci leggeri ma ottimi, il dolce di ricotta che si fa nella mia famiglia da diverse generazioni e un gelo di arance.

Annunci

ricette con le cotogne

Anche quest’anno il nostro alberello è carico di cotogne, nonostante tutto: il gelo tardivo che ha danneggiato il raccolto di mele, il caldo e la siccità estiva. Il cotogno è invece generoso e rustico e non salta un anno!

Così mi ritrovo con alcune decine di chili di frutti profumati da conservare, da noi infatti non si butta niente, è un peccato sprecare! Le cotogne non si possono mangiare crude per l’alto contenuto di tannino e pectina, ma cotte per farne una marmellata o un dolce sono deliziose e il loro profumo inconfondibile! Inoltre l’alto contenuto di pectina fa sì che la marmellata si faccia rapidamente e risulti cremosa e vellutata.

Peccato che siano uno dei tanti “frutti dimenticati” perché una tradizionale cotognata data ai nostri bambini invece delle merendine industriali ne rieducherebbe il gusto e gioverebbe alla loro salute.

Come al solito ho cominciato a fare la marmellata, ogni anno ne faccio decine di barattoli, ma è ottima e profumata. D’altra parte il termine “marmellata” deriva dalla parola portoghese marmelo: mela cotogna, in  latino melimelum dal greco melimelon.

Ho provato un nuovo modo per farla più rapidamente cuocendo le cotogne nella pentola a pressione, ci vogliono solo 10 minuti, certo più il tempo per sbucciarle. La mia ricetta l’ho scritta in questo post.

Ho già fatto due volte la torta di cotogne e ne farò altre.

Molto buono è anche questo dolce di cotogne che ho trovato in un vecchio libro e che ho fatto più volte con successo.

  • 150 g di savoiardi
  • 2 bicchierini di alkermes
  • 3 grosse cotogne
  • 250 g di zucchero
  • 50 g di farina
  • 2 tuorli d’uovo
  • 1/4 di litro di latte
  • scorza di limone grattata

Tagliare in quarti, sbucciare e mondare le cotogne, cuocerle in poca acqua, anche con la pentola a pressione, quando sono morbide aggiungere 150 g di zucchero e ridurle in purè con il frullatore a immersione.

Con lo zucchero restante, i tuorli d’uovo, la farina e il latte fare una crema ben soda cuocendola 20 minuti a fuoco dolce mescolando continuamente. Far raffreddare le due creme.

Foderare una pirofila con i savoiardi imbevuti nel liquore allungato con un poco di latte. Riempire lo spazio interno con strati alternati delle due creme, coprire con altri biscotti e porre in frigo per circa 12 ore con un piatto e un peso sopra.

Al momento di servire capovolgere su un piatto di portata e ornare a piacere con canditi o frutta fresca.

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

budino di succo di melagrana

Un dessert di stagione che ho improvvisato per utilizzare le melagrane che i miei alberelli hanno prodotto in quantità nonostante la siccità. È abbastanza rapido da farsi, la parte più lunga è ricavare il succo di melagrana. Io le taglio in due e le spremo nello spremi limoni, schiacciando un poco i chicchi con le dita. Ce ne vogliono tante perchè in genere si ricava poco succo da ognuna.

300 ml di succo sono sufficienti a preparare il budino per 4 persone. Per questa quantità di succo occorreranno poi 20 g di amido e 30-40 g di zucchero, dipende dal gusto personale e dalla dolcezza dei frutti.

Diluire nel succo l’amido e lo zucchero aiutandosi con un colino immerso nel liquido per evitare che si formino grumi.

Mettere a fuoco basso e lasciar cuocere dolcemente mescolando ogni tanto fino a che il liquido si addensa e fila se vi si immerge e poi si solleva un mestolo.

Distribuire in coppette individuali o in una singola pirofila, far raffreddare e poi porre in frigorifero.

È un dessert gradevole alla vista e al gusto adatto per finire un pasto abbondante.

Sempre con le melagrane in un post precedente ho scritto la mia ricetta per il coniglio al succo di melagrana.

 

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

quinoa con salsa di peperoni

La quinoa fu domesticata dalle antiche popolazioni andine circa 4000 anni fa ed era considerata un dono degli dei. A differenza delle patate coltivate nelle stesse regioni che dopo un periodo di diffidenza sono diventate un cibo fondamentale nelle cucine di mezzo mondo, la quinoa solo negli ultimi anni si è   diffusa in Europa. Una delle tante mode salutiste che influenzano il mercato, adatta a chi deve seguire una dieta priva di glutine o è vegano.

Il suo nome scientifico è Chenopodium quinoa, appartiene alla famiglia delle Chenopodiacee, la stessa cui appartengono gli spinaci e le barbabietole, ma a differenza di queste piante, della quinoa si consumano i semi.

Questi sono piccolissimi, ricchi di amido, ma privi di glutine, con una buona percentuale di proteine, minore rispetto ai legumi, ma le proteine della quinoa contengono tutti i 20 amminoacidi essenziali che non siamo in grado di sintetizzare e che dobbiamo necessariamente assumere con l’alimentazione. In genere gli alimenti di origine vegetale, a differenza della carne, il pesce, il latte e i formaggi, sono carenti di qualcuno dei 20 amminoacidi.

Una buona ragione per provarla, anche per variare il menù di casa.

Io l’ho scoperta recentemente e l’ho cucinata più volte con verdure. Ha un gusto e una consistenza piacevole.

Questa è una delle mie ricette (per 2 persone).

  • 125 g di quinoa
  • 2 peperoni
  • 2 pomodori rossi da sugo
  • mezza cipolla
  • 1 spicchio d’aglio
  • 3 cucchiai di olio e.v.o.
  • 1 pizzico di maggiorana

Soffriggere la cipolla affettata grossolanamente e lo spicchio di aglio in 2 cucchiai di olio. Aggiungere i peperoni tagliati a pezzi e i pomodori spellati, la maggiorana, salare e cuocere fino a che le verdure non siano morbide, aggiungendo poca acqua se necessario. Se si vogliono accelerare i tempi si può utilizzare la pentola a pressione.

Nel frattempo mettere sul fuoco un pentolino con la quinoa e acqua in quantità doppia, salare e cuocere per circa 15 minuti. Spegnere il fuoco e aggiungere 1 cucchiaio di olio.

Frullare le verdure con il frullatore ad immersione fino ad ottenere una salsa omogenea. Se le bucce dei peperoni risultano indigeste si può passare il tutto con il passaverdure.

Servire la quinoa con la salsa. È buona sia calda che fredda.

Salva

Salva

Salva

marmellata di prugnoli

I prugnoli selvatici costituiscono nelle campagne siepi spesse e impenetrabili riparo per la fauna selvatica e fonte di cibo per gli uccelli.

prugnoli

Sono stati i primi a fiorire all’inizio di marzo, ma come tanta altra frutta selvatica bisogna aspettare la fine dell’estate perché siano maturi. L’epoca adatta alla raccolta va da agosto in poi, prima della raccolta converrà assaggiare un frutto per verificare che sia maturo e non allappi.

Con i frutti ben maturi si può fare una buona marmellata, asprigna, ma piacevole.

Pulire i fruttini con un panno per togliere il più possibile la pruina, la sostanza cerosa che li ricopre, metterli in una pentola di acciaio con il fondo spesso con mezzo bicchiere di acqua sul fondo e farli cuocere a fuoco moderato fino a che non si disfino.

Passarli al passaverdure per eliminare semi e bucce, pesarli e rimetterli sul fuoco con 200 g di zucchero per ogni chilo di frutta passata.

Invasare la marmellata bollente, chiudere i vasetti e capovolgerli, lasciandoli così fino a che si siano intiepiditi.

Salva

pasticcio di carne allo zenzero e limone

Un piatto appetitoso, con il gusto fresco dello zenzero, adatto alle giornate di grande caldo. Si fa in pochissimo tempo ed è digeribile perché non ho aggiunto grassi.

  • 500 g di macinato magro di vitellone
  • 1 uovo
  • 50 g di zenzero
  • 1 limone

Mescolare la carne macinata con l’uovo, lo zenzero grattato, la buccia di limone grattata, il succo di mezzo limone, sale.

Imburrare e cospargere di pangrattato una pirofila e disporvi la carne livellandola con una forchetta. Cuocere in forno per circa 30 minuti. Lasciare intiepidire prima di servire.

Io a volte lo congelo ancora crudo, direttamente nella pirofila, che può passare dal freezer al forno; bisognerà calcolare in questo caso 15-20 minuti di cottura in più.

Salva

biscotti allo zenzero e frutta secca

Ho provato a fare questi biscotti in alternativa ai soliti frollini poco digeribili a causa del burro che contengono. Il risultato è stato ottimo ed ecco la ricetta, rapida e semplice da fare.

Occorrono:

  • 300 g di farina 00
  • 180 ml di olio di semi
  • 100 g di zucchero
  • 2 uova
  • 50 g di frutta secca sgusciata (noci, mandorle e nocciole)
  • 50 g di zenzero fresco grattato
  • buccia di limone grattata

Mescolare la farina con la frutta secca tritata grossolanamente, la buccia di limone grattata, lo zenzero spellato e grattato, le uova, lo zucchero, l’olio, fino a ottenere un impasto omogeneo.

Si ottiene un composto denso da mettere a cucchiaiate sopra una teglia ricoperta di carta da forno.

Cuocere per 25-30 minuti in forno preriscaldato a 180° C.

 

Salva

Salva

Salva

marmellata di albicocche

Le albicocche, che frutti ineguagliabili! Belle con il loro colore aranciato, morbide e tenere , succose e saporite se colte a maturità. Io ho la fortuna di avere questo grande e generoso albero che è così carico che i suoi rami quasi si spezzano.

Ne abbiamo mangiato a sazietà, gradevolissime con il caldo che sta facendo. Sono ricchissime di vitamine A e C e di sali minerali: ferro, calcio, magnesio, potassio.

È tempo di fare chili e chili di marmellata! Questa è la mia ricetta.

Le albicocche devono essere ben mature, per ogni chilogrammo di frutta ho messo 120 g di zucchero, se ne può aggiungere di più se piace più dolce. Avendo poco zucchero bisognerà avere l’accortezza di consevare la marmellata in frigo una volta aperto il barattolo.

Lavare le albicocche, aprirle in due e togliere i noccioli lasciandone da parte 2 o 3 per chilo di frutta.

Mettere le albicocche in una pentola di acciaio con il fondo spesso e far cuocere a fuoco basso fino a che non si saranno spappolate, mescolando spesso perché non si attacchino al fondo.

Omogeneizzarle con il frullatore a immersione e rimetterle al fuoco aggiungendo lo zucchero. Intanto rompere i noccioli e mettere in un pentolino con l’acqua le mandorle che ci sono dentro, farle bollire per 5 minuti e aggiungerle alla marmellata cui daranno un sapore particolare.

Cuocere fino a che la marmellata non abbia raggiunto la giusta consistenza, cioè quando una goccia in un piattino inclinato scorra con difficoltà.

Invasare la marmellata bollente, chiudere i vasetti e capovolgerli su un tagliere di legno, lasciandoli raffreddare. In questa maniera all’interno dei vasetti si farà il vuoto e si conserverà molto a lungo. Quando i vasetti sono freddi pulire le eventuali sbavature e incollare le etichette. Sul blog di Doria Un’idea nelle mani si trovano etichette da stampare per marmellate e altre conserve.

Salva

alimenti vegetali

Le piante sono una componente essenziale della nostra alimentazione, la nostra principale fonte di calorie e di molte vitamine e sali minerali. Ma cosa mangiamo di una pianta?

È evidente che in molte occasioni si mangiano le foglie: è il caso di tutte le insalate e di tutte le verdure da padella caratterizzate in genere, ma non esclusivamente, dal colore verde dato dalla clorofilla.

È anche il caso di moltissime piante aromatiche ben presenti nella nostra cucina come il rosmarino, la salvia, l’origano, l’alloro, il timo, il basilico e il prezzemolo.

È altrettanto evidente che mangiamo moltissimi frutti, sia quelli dalla polpa fragrante e zuccherina che chiamiamo appunto frutta,

 

sia quelli come il pomodoro o l’oliva che frutta non sono, ma costituiscono pur sempre dei frutti.

Come frutti sono le melanzane, i peperoni e le zucchine che però mangiamo quando sono immature e non hanno ancora maturato i semi. (In realtà le mie zucchine della foto erano così grosse che i semi li avevano maturati!)

alviano 15 luglio 14 025

In alcuni tipi di frutti mangiamo la polpa dolce, in altri invece il seme come nel caso dei legumi (fagioli, ceci, lenticchie, fave, piselli, soia, arachidi) in cui il frutto è costituito invece dal baccello.

Sono semi anche le noci, mandorle, nocciole, castagne e pistacchi.

e i cereali che insieme ai legumi hanno costituito e continuano a costituire la maggior fonte di calorie per gran parte della popolazione mondiale: grano, riso, farro, orzo, mais, segale, avena, sorgo.

Altre volte mangiamo l’infiorescenza, come nel caso di cavolfiori, cavolini, broccoli,

oppure i boccioli dei fiori, come nel caso dei capperi

o dei carciofi che se lasciati sulla pianta danno un bellissimo fiore viola.

I fiori di molte piante sono buoni da mangiare e vengono aggiunti alle insalate o fritti in pastella.

IMG_0009

A volte mangiamo i germogli, come nel caso degli asparagi oppure solo gli stigmi dei fiori come nel caso dello zafferano.

Una grande varietà di alimenti vegetali cresce poi sottoterra. Sono fusti modificati come i bulbi (agli, cipolle), i rizomi (zenzero, curcuma) o i tuberi (patata).

Sono invece radici le carote, i ravanelli, le rape.

In qualche caso mangiamo perfino la corteccia, come per la cannella.

 

 

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

fiori di lillà

Che bello il lillà fiorito! Bello e profumato, frequentato dagli insetti impollinatori fra cui queste bellissime farfalle.

Il lillà (Syringa vulgaris) è un arbusto originario dell’Europa, ma diffuso in tutto il mondo grazie alla bellezza delle sue fioriture ed alla sua rusticità, resiste infatti sia alle basse temperature che all’aridità estiva.

I suoi fiori si possono utilizzare in cucina dopo averli staccati uno a uno dalla pannocchia. Con essi si può decorare un risotto o un’insalata, sggiungendoli alla fine dopo averla condita e mescolata. Hanno un sapore amarognolo, quindi non conviene aggiungerne troppi.

Questa insalata di arance e fiori di lillà ha un giusto equilibrio fra l’amaro dei fiori e il dolce del frutto.

Si sbucciano a vivo le arance privandole anche della parte bianca, si tagliano a fette, si dispongono in un’insalatiera e si condiscono con olio e.v.o. e un pizzico di sale, si mescola e poi si dispongono i fiori in superficie.

Voci precedenti più vecchie

Nel Mondo del Giardinaggio

Giardinaggio, natura e tanto altro!

Cuore di Maglia

Mani di Mamma per Bimbi Piccini

ciboefilosofia

"Fa del cibo nello stesso tempo qualcosa di normale e di straordinario, di quotidiano e di eccezionale, di semplice e di speciale".

NOI FACCIAMO TUTTO IN CASA

Alla riscoperta dei gusti di una volta....

gioiellidiale

gioielli(e non solo) in ceramica raku,creazioni in maglia e uncinetto e dolcini naturali!

Tetide

Giornalismo geologico

Nel Mondo del Giardinaggio

Giardinaggio, natura e tanto altro!

Cuore di Maglia

Mani di Mamma per Bimbi Piccini

ciboefilosofia

"Fa del cibo nello stesso tempo qualcosa di normale e di straordinario, di quotidiano e di eccezionale, di semplice e di speciale".

NOI FACCIAMO TUTTO IN CASA

Alla riscoperta dei gusti di una volta....

gioiellidiale

gioielli(e non solo) in ceramica raku,creazioni in maglia e uncinetto e dolcini naturali!

Tetide

Giornalismo geologico

Il giro del mondo attraverso i libri

"I libri sono come anime imprigionate finché qualcuno li prende dalla libreria e dona loro la libertà" S. Butler

In viaggio con Valentina

Tra vent'anni non sarete delusi dalle cose che avete fatto ma da quelle che non avete fatto. Allora levate l'ancora, abbandonate i porti sicuri, catturate il vento nelle vostre vele. Esplorate. Sognate. Scoprite (Mark Twain)

Dolce & Salato Senza Glutine

La mia cucina è la mia passione... cucinare mi rilassa e adoro cucinare per me, ma soprattutto per la mia famiglia..

londarmonica

uno specchio sulle possibilità

sarde e finocchietto

le ricette di casa mia

Made by Kate

Kate Alinari, schemi ad uncinetto, amigurumi, I Balocchi del Tipo Strano, traduzioni e divertimento!

INGVterremoti

l'informazione sui terremoti

archeoricette

#archeofoodblog #archeoblog #artblog #varieblog

____________Mille Nuovi Orizzonti__________

Nasce dall'esigenza di dare qualche informazione utile sui mezzi di trasporto, ristoranti, guesthouse, luoghi e orari dei viaggi fatti.......lasciando la poesia alla fotografia

Pezze di storia

Storie e memorie di un pezzo di stoffa