fiori autunnali

L’autunno non è solo stagione di frutti maturi, molte specie di piante fioriscono, approfittando così delle giornate ancora tiepide e delle piogge, altre protraggono le fioriture estive ed attirano ancora gli insetti impollinatori.

Il corbezzolo ha contemporaneamente frutti e fiori. I bei fiori bianchi a grappoli daranno frutti l’anno successivo; ora spiccano fra il verde scuro delle foglie e il rosso dei frutti, tanto che durante il Risorgimento fu preso come simbolo dell’unità d’Italia.

I ciclamini si trovano frequentemente nel sottobosco, amano l’ombra e l’umidità, preferiscono fiorire quando il calore dell’estate si è attenuato.

Gli astri di mare sono alofite, cioè piante che sono adattate a crescere in luoghi con alta concentrazione di sali di sodio. I fiori con le ligule viola e il disco centrale giallo spiccano ai bordi delle paludi salmastre, dove altre specie non possono vivere. Come altre piante alofite fioriscono nella tarda estate o inizio all’inizio dell’autunno.

Nelle zone salmastre è possibile trovare in questa stagione anche la fioritura delle salicornie che colorano di rosso le paludi.

In realtà i fiori sono molto piccoli e di colore verde, ma la pianta, che è verde nelle altre stagioni, diventa rossa  e molto appariscente all’epoca della fioritura.

Questa bella Asteracea cattura ancora il sole autunnale.

Fra due mesi sarà inverno, ma ci saranno piante capaci di fiorire anche nella stagione più fredda.

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copertina per neonato a crochet

Questa è la coperina a crochet che ho fatto da poco per un bebè che nascerà questo inverno.

Misura 60 cm x 70 cm e sono stati necessari 300 g di lana merinos irrestringibile per neonati nel colore bianco fantasia e 50 g di lana gialla dello stesso tipo per il bordo.

Ho scelto un punto soffice ma caldo, il punto waffel.

Montare un numero di catenelle multiplo di 3+1, io ne ho montate 130 per una larghezza di 60 cm.

1° giro: tutto a m. alta.

2° giro:  3 catenelle al posto della prima m.alta, *1 m. alta in rilievo (ottenuta facendo passare l’uncinetto intorno alla m. alta del giro precedente), 2 m. alte. Si ripete da * fino alla fine del giro.

3° giro: 3 catenelle per iniziare, 2 m. alte in rilievo sopra le 2 m. alte del giro precedente, 1 m. alta sopra la m. alta in rilievo del giro precedente.

Continuare alternando il 2° e il 3° giro per la lunghezza voluta. Questo video può chiarire meglio la mia spiegazione.

Rompere il filo e affrancare.

Per il bordo ho scelto un punto a ventaglietti e una lana gialla:

1° giro: a m. alta facendo 5 m. alte sulla stessa maglia ai quattro angoli.

2° giro: *nella stessa maglia lavorare: 1 m. bassa, 3 m. alte, 1 m. bassa, saltare 2 m. e riprendere da *.

 

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fonti

Il 13 ottobre si celebrava nell’antica Roma la festa delle acque, chiamata Fontinalia, in onore del dio Fons. Durante le Fontinalia si gettavano nelle fonti ghirlande di fiori e si offrivano al dio sacrifici di vino e olio.

Le fonti, dove l’acqua risorge dalle viscere della terra dopo un percorso sotterraneo spesso misterioso, furono considerate sacre da moltissime culture e sacre dovrebbero essere anche per noi, perché ci forniscono la nostra acqua, bene primario per tutti gli esseri viventi, a cui ora, dopo la grande siccità di questa estate, forse cominciamo ad attribuire la giusta importanza. Fonti che abbiamo contribuito a disseccare o ad inquinare.

Sono sempre luoghi dotati di particolare fascino e bellezza, l’acqua sgorga limpidissima e fredda da polle del terreno o da fenditure della roccia, a volte da vere e proprie grandi grotte.

Lago di Posta Fibreno (Fr)

 

Risorgenza della Loue, Francia

Il torrente Ninfa nel Lazio, in provincia di Latina, deriva il suo nome proprio dalle divinità legate alle acque cui era consacrato. Oggi nel luogo sacro sorge una bellissima oasi.

Alcune fonti sono particolarmente suggestive e simboliche, come le sorgenti del Tevere sul monte Fumaiolo, fra Romagna e Toscana.

Suggestiva, anche se poco conosciuta, è una vasta area sacra posta in un pianoro presso il paese di Vastogirardi in Molise vicina alle sorgenti del fiume Trigno.

Vi sono ancora i ruderi di un tempio sannita probabilmente dedicato alla dea Mephitis che aveva il potere di presiedere ad ogni passaggio: fra il regno dei vivi e l’oltretomba, fra il giorno e la notte. La stessa sorgente è un luogo di passaggio dal mondo sotterraneo a quello alla luce del sole. Il vasto pianoro che un tempo ospitava un lago era un’area sacra, mentre nell’inghiottitoio in cui sparisce il fiume a poche centinaia di metri dalla sorgente, venivano gettate offerte votive.

Questo articolo è dedicato al mio idrogeologo preferito che è nato proprio nel giorno delle Fontinalia!

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l’Appennino d’autunno

È piacevole camminare lungo i sentieri dell’Appennino in tutte le stagioni, ma in autunno si può godere di un’eccezionale esplosione di colori.

All’inizio dell’autunno molte foglie sono ancora verdi, ma stanno cambiando colore.

Purtroppo quest’anno molti alberi hanno perso tante foglie in piena estate a causa dell’eccessivo calore e della siccità, così che nelle faggete c’è già un letto di foglie secche.

I colori e le sfumature sono però bellissimi specie quando si specchiano nei laghetti di montagna.

Dalla bruma emergono i caldi colori dei sorbi e degli aceri.

I cespugli rosseggiano delle loro bacche

e nel sottobosco sono spuntati i ciclamini.

Nelle zone collinari le viti e gli alberi da frutto hanno le foglie dorate. Ormai la vendemmia e la raccolta sono terminate e gli alberi si preparano al riposo invernale.

 

 

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alla vita

La vita non è uno scherzo,

………………………………………

prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che a settant’anni, ad esempio,
pianterai degli ulivi
non perché restino ai tuoi figli,
ma perché non crederai alla morte,
pur temendola,
e la vita peserà di più sulla bilancia.

(Nazim Hikmet)

 

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porta occhiali a crochet

Il mio ultimo lavoro, da fare in poco tempo con pochi avanzi di filo di cotone colorato e un uncinetto n. 3,5.

Sono partita da una catenella di 15 maglie ed ho lavorato a m. bassa tutta la prima riga, facendo un aumento sull’ultima catenella (lavorare 2 maglie nella stessa catenella).

Girare il lavoro e continuare a m. bassa nella parte inferiore della catenella, facendo un altro aumento sulla prima maglia. Alla fine della riga fare due aumenti e continuare a lavorare sull’altro lato in modo che si formi un ovale. Alle due estremità arrotondate distribuire 3 aumenti per altri 2 giri fino ad ottenere un ovale di 8 cm di larghezza.

Continuare a lavorare a m. bassa senza più aumenti alternando i colori e facendo un giro a m. bassa in rilievo (ottenuta prendendo solo il filo posteriore di ogni maglia del giro precedente) quando si cambia di colore.

Lavorare a righe colorate per 16 cm, quindi formare la pattina di chiusura lavorando solo per metà del giro, poi tornare indietro e continuare a m. bassa in righe avanti e indietro facendo 2 diminuzioni ad ogni riga: 1 all’inizio e una alla fine.

Quando rimangono 3 maglie formare un’asola con 8 catenelle e fissarla con 1 mezza maglia bassa all’ultima maglia. Rompere il filo e affrancare.

Cucire un bottone in corrispondenza dell’asola; cucire all’interno una fodera di stoffa di un colore intonato.

Questo non è l’unico porta occhiali che ho fatto nel tempo, in un post precedente si possono trovare le spiegazioni per questo.

astuccio per occhiali

 

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budino di succo di melagrana

Un dessert di stagione che ho improvvisato per utilizzare le melagrane che i miei alberelli hanno prodotto in quantità nonostante la siccità. È abbastanza rapido da farsi, la parte più lunga è ricavare il succo di melagrana. Io le taglio in due e le spremo nello spremi limoni, schiacciando un poco i chicchi con le dita. Ce ne vogliono tante perchè in genere si ricava poco succo da ognuna.

300 ml di succo sono sufficienti a preparare il budino per 4 persone. Per questa quantità di succo occorreranno poi 20 g di amido e 30-40 g di zucchero, dipende dal gusto personale e dalla dolcezza dei frutti.

Diluire nel succo l’amido e lo zucchero aiutandosi con un colino immerso nel liquido per evitare che si formino grumi.

Mettere a fuoco basso e lasciar cuocere dolcemente mescolando ogni tanto fino a che il liquido si addensa e fila se vi si immerge e poi si solleva un mestolo.

Distribuire in coppette individuali o in una singola pirofila, far raffreddare e poi porre in frigorifero.

È un dessert gradevole alla vista e al gusto adatto per finire un pasto abbondante.

Sempre con le melagrane in un post precedente ho scritto la mia ricetta per il coniglio al succo di melagrana.

 

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paesi abbandonati

Camminando per le nostre montagne si incontrano a volte ruderi di paesi abbandonati invasi dalla vegetazione che conservano un certo fascino e lasciano solo immaginare la vita che vi si svolgeva.

Rovine di Castel Foiano

Furono spesso costruiti in luoghi elevati o comunque inaccessibili per sfuggire a invasioni nemiche. Dopo centinaia di anni in cui innumerevoli generazioni si sono succedute furono abbandonati per cause varie, per pestilenze, incendi o semplicemente perchè la vita era eccessivamente dura a quelle quote.

Un luogo misterioso e suggestivo è Castel Foiano presso Calcata nel viterbese. È collocato su uno stretto sperone di tufo fra due fossi scavati da torrenti, come spesso facevano gli Etruschi. Le pareti scoscese dei due lati lunghi lo rendono facilmente difendibile con fortificazioni solo lungo i lati più corti. Fu abitato in epoca preromana e poi di nuovo nel Medioevo, quando le invasioni barbariche minacciavano Roma. Quando le minacce si fecero meno concrete fu abbandonato perché lontano dalle grandi vie di comunicazione.

Altri paesi furono fondati per motivi strategici di controllo del territorio sottostante. È il caso della Città del Sole sul pianoro del Sasso Simone nel Montefeltro. Al termine di una bella escursione si scoprono i resti di quello che fu un esperimento di fondazione di una città ideale: nel 1566 Cosimo I de’ Medici pose le prime pietre della città, che fu costruita secondo i principi della filosofia neoplatonica e doveva  rappresentrea l’ordine e la ragione.

Il progetto prevedeva l’insediamento di una guarnigione militare e di civili. L’esperimento fallì soprattutto a causa di un inverno molto rigido che rese difficoltosa la vita a quella quota. Rimangono pochi resti di pietre a testimonianza di questo antico tentativo umano.

Sui Monti Lucretili a circa 30 chilometri da Roma si possono raggiungere con una breve passeggiata le rovine di Montefalco, a quasi 900 m di altezza. Di probabili origine romana, fu abitato fino al XV secolo quando la popolazione si spostò più in basso. Ora è pascolo per i cavalli, ma sono ancora visibili le cinte murarie ed i ruderi di alcuni edifici.

Camerata vecchia è un altro paese abbandonato nel Parco Regionale dei Monti Simbruini, nel Lazio al confine con l’Abruzzo. Fu abbandonato nel 1859 in seguito a un incendio e ricostruito più a valle con il nome di Camerata nuova, paese accogliente, punto di partenza degli escursionisti e speleologi laziali. Sugli altopiani carsici che si trovano a monte furono girati molti film western italiani, il più famoso “Lo chiamavano Trinità”.  Oggi le rovine del vecchio centro sono state liberate dalla vegetazione e percorse da sentieri ben tenuti. La visita è molto suggestiva, le costruzioni di pietra si addossano alla roccia e il grande arco della chiesa crollata è visibile a distanza.

Infine uno dei tanti paesi forzatamente abbandonati dai suoi abitanti perché finiti in fondo a un lago di sbarramento, sacrificati alla fame di energia elettrica. Ci troviamo al passo di Resia, al confine fra Italia, Svissera e Austria, presso le sorgenti dell’Adige.

Del vecchio paese ormai spunta solo il campanile.

Innumerevoli sono i paesi abbandonati e diventano mete suggestive di belle camminate in montagna.

 

 

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primo giorno d’autunno!

“Autunno adorato come la stagione più sontuosa, allegra e malinconica dell’anno. Questo è quello che vedevo mentre contemporaneamente passeggiavo, a Roma, per le lunghe rive del Tevere, giocando con i profondi riflessi degli alberi piantati nelle acque agitate e raramente azzurrine del Tevere.”

(Rafael Alberti, L’albereto perduto. Edizioni Riunite)

Anche io come Rafael Alberi amo l’autunno, quest’anno in particolare che l’estate è stata torrida e siccitosa.

Ora vedo la campagna respirare dopo le prime piogge, gli alberi non hanno più un aspetto desolato, le erbette stanno rispuntando e c’è abbondanza di frutta autunnale: uva, melagrane, mele, noci, le ultime prugne, pere.

Nella macchia rosseggiano le bacche della rosa canina, del biancospino, dell’agazzino.

cinorrodi

Fra poco matureranno le cotogne, le corbezzole, le sorbe e le giuggiole e i boschi si tingeranno di colori bellissimi.

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È ora di fare le marmellate autunnali, qui ho descritto la marmellata di mele e succo di melagrane.

Buon autunno a tutti!

 

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calzine bicolori a crochet

Un paio di calzine per neonato da fare in fretta con pochissima lana di due colori diversi ed un uncinetto n. 3,5. Ho messo insieme varie spiegazioni in diverse lingue, fatto un po’ di prove ed adattato. Ecco il risultato.

Io le ho fatte così; la taglia è per la nascita, il piede misura 9 cm di lunghezza.

Si inizia dalla parte elastica del risvolto: avviare 14 catenelle (6,5 cm) con il primo colore (io ho utilizzato il verde) e lavorare il primo giro a maglia bassa, poi proseguire a m. bassa in rilievo posteriore (m.b. lavorata prendendo solo il filo posteriore della maglia del giro precedente) per 24 giri (11 cm). Tagliare il filo e affrancare.

Piegare in due il rettangolo ottenuto nel senso della lunghezza e cucire il primo giro con l’ultimo a formare un anello.

Con il secondo colore (per me il color panna) riprendere 24 maglie su uno dei bordi dell’anello e lavorare in cerchio per 10 giri. Affrancare.

Per fare il tallone riprendere con il primo colore e lavorare 1 cat (al posto della prima m. bassa ) e altre 11 m. basse, girare il lavoro e continuare a lavorare a m. bassa avanti e indietro per 4 giri (12 m. basse)  lasciando le restanti 12 m. basse in attesa.

Al 5° giro: 1 cat al posto della prima m. bassa, 3 m. b., fare 2 diminuzioni e poi altre 4 m. basse. Si hanno 10 m. Girare il lavoro e al giro successivo fare: 1 cat, 3 m. basse, 1 diminuzione, 4 m.basse. Si hanno 9 maglie.

Piegare il tallone in due nel senso della lunghezza sul rovescio e cucire insieme i due bordi con mezze m. basse. Affrancare e rompere il filo.

Riprendere con il secondo colore la riga che si era interrotta per fare il tallone e lavorare 1 cat, continuare a m. bassa sulle m. basse precedenti e poi riprendendo le m. del bordo del tallone. In tutto sono 24 m. basse. Lavorando in cerchio lavorare in tutto 12 giri. Cambiare colore e fare altri 2 giri di 24 m. b., poi, sempre con questo colore, fare 6 diminuzioni rimanendo con 12 maglie. Al giro successivo fare altre 6 diminuzioni. Rimangono 6 maglie. Tagliare il filo lasciandone un poco per la cucitura e affrancare.

Lavorando sul rovescio del lavoro cucire la punta del piede (le 6 m. dell’ultimo giro).

Fare una seconda calzina uguale.

 

 

 

 

 

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