marmellata di giuggiole

Anche quest’anno il nostro giuggiolo è carico di frutti.

vendemmia 13 041

Dopo aver sperimentato gli anni passati il brodo di giuggiole e la salsa agrodolce, quest’anno ho provato a fare una marmellata.

Ho utilizzato 1 Kg di giuggiole e 1 limone.

Ho messo a cuocere le giuggiole con poca acqua, mescolando spesso perché tendono ad attaccarsi al fondo e bruciarsi. Quando la polpa si è distaccata dal nocciolo ho spento il fuoco e passato i frutti con il passaverdure per eliminare i noccioli e la buccia troppo coriacea. Se il passato fosse troppo denso aggiungere un poco dell’acqua di cottura.

Ho rimesso al fuoco con il succo del limone per pochissimo tempo, giusto per fargli riprendere il bollore. La marmellata è pronta, io non ho aggiunto zucchero perché assaggiandola mi è sembrata sufficientemente dolce, ma si può mettere poco zucchero insieme al limone.

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Ottobre oro e rosso

Lo splendore dei colori autunnali nei castagneti e nelle faggete del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi.

tempo di castagne

È tempo di raccogliere le castagne, il dolce frutto ben protetto dal suo riccio spinoso che in questo periodo si apre per mostrare il suo lucido contenuto di un caldo marrone.

Ancora resistono, nonostante l’abbandono e le malattie, vastissime aree montane in cui i castagni dominano incontrastati, alcuni sono pluricentenari, dai tronchi enormi e contorti.

I castagneti fornirono nutrimento e combustibile a decine di generazioni di gente di montagna per le quali i loro frutti erano la principale fonte di cibo e di reddito.

Sul nostro Appennino in molti borghi si susseguono feste e sagre della castagna, una buona occasione per fare provvista di questo dolce frutto e per visitare territori montani in tutto il loro splendore autunnale.

Le ricette con le castagne sono innumerevoli, spesso di antica origine e tradizione come il castagnaccio o i necci, focacce fatte con la farina di castagne.

Io ho provato più volte questo dolce che utilizza anche le mele, l’altro abbondante frutto di stagione.

È un dolce ottimo, anche se richiede un po’ di tempo per sbucciare le castagne.

Budino di castagne e mele

Ingredienti

  • 200 g di castagne
  • 3 mele renette
  • 2 dl di latte
  • 100 g di zucchero
  • 60 g di burro
  • 1 bustina di vanillina
  • 2 cucchiai di maraschino
  • 50 g di uvetta
  • 4 uova
  • semi di finocchio

Si incide la buccia delle castagne, quindi si lessano in abbondante acqua cui si aggiungono i semi di finocchio. Intanto si sbucciano le mele, si tagliano a fettine sottili e si fanno cuocere nel latte, fino a che non siano disfatte. Si aggiunge lo zucchero lasciandone da parte 1 cucchiaio.

Si sbucciano le castagne e si passano al passaverdura o si omogenizzano con il frullatore insieme alle mele. Si aggiunge il burro fuso a bagnomaria, la vanillina, il maraschino, l’uvetta precedentemente ammorbidita in poca acqua tiepida, i rossi d’uovo ed infine i bianchi montati a neve fermissima.

Si cosparge l’interno di uno stampo da budino con il cucchiaio di zucchero rimasto e di fa caramellare tenendolo sul fornello e facendolo girare in modo che si distribuisca sulle pareti e sul fondo. Si versa il budino e si fa cuocere per 45 minuti in forno a bagnomaria a 180°.

Si serve caldo.

tartarughina a crochet

Ecco come fare le tartarughine della coperta descritta nel post precedente.

Occorre poca lana verde scuro e pochissima verde chiaro. Una gugliata di filo nero.

Fare un cerchio magico e all’interno lavorare:

1° giro: 10 maglie basse con la lana verde scuro. Chiudere il giro con una mezza m. bassa

2° giro: con il verde scuro, 2 catenelle al posto della prima m. alta e 1 m. alta nella stessa maglia. Con il verde chiaro 2 m. alte nella m. seguente, continuare per tutto il giro lavorando 2 m. alte nella stessa m. alternando i 2 colori (20 maglie in totale). Chiudere con mezza m. bassa.

3° giro: con il verde scuro: 2 catenelle al posto della prima m. alta, *2 m. alte nella m. seguente, 1 m. alta nella m. seguente. Ripetere da * fino alla fine del giro e chiudere con mezza m. bassa.

4° giro: con il verde chiaro, 1 cat. al posto della prima m., 1 m. bassa, *2 m. basse nella stessa maglia, 1 m bassa in ciascuna delle 2 m. seguenti. Ripetere da * fino alla fine del giro.

A questo punto si comincia la testa: girare il lavoro e fare 3 m. basse, girare di nuovo il lavoro e fare 1 aumento sulla prima e un aumento sull’ultima delle 3 maglie del giro precedente, si hanno 5 maglie. Girare il lavoro e diminuire 1 m. all’inizio e una alla fine, si hanno di nuovo 3 maglie.

Lasciare il lavoro in sospeso con il verde scuro e fare 1 giro a m. bassa con il verde chiaro partendo dalla sinistra del collo. Arrivati alla destra del collo tagliare il filo verde chiaro e affrancare.

Riprendere il verde scuro e con mezze m. basse arrivare alla base del collo, quindi lavorare altre 2 messe m. basse e per fare la prima zampetta lavorare: 3 m. basse, girare il lavoro, 2 m. basse.

Con mezze m. basse arrivare di nuovo al cerchio e lavorare 5 mezza m. basse, poi fare la 2a zampetta come la prima.

Lavorare lungo il cerchio altre 2 mezze m. basse, poi per la coda 2 m. basse, girare il lavoro, 2 m. basse.

Tornare sul cerchio e fare ancora 2 mezze m. basse, poi la terza zampetta, 5 mezze m. basse sul cerchio e lavorare la quarta zampetta.

Arrivare con altre 2 mezze m. basse alla base del collo, tagliare il filo e affrancare.

Con il filo nero ricamare i due occhi.

la copertina con le tartarughe

L’ho vista su pinterest e me ne sono innamorata, troppo carina l’idea delle tartarughine neonate che dalla spiaggia dove sono uscite dall’uovo corrono verso il mare!

Le spiegazioni non c’erano, così ho deciso di improvvisare, questo è il risultato.

La mia copertina misura 125 x 90 cm, quindi è adatta per un lettino. Per farla mi sono stati necessari:

  • 5 gomitoli di lana color sabbia
  • 1 gomitolo di lana marrone
  • 4 gomitoli di lana azzurra
  • 4 gomitoli di lana blu
  • 1 uncinetto n 4,5

Ho montato 135 catenelle con la lana color sabbia, puntando l’uncinetto sulla 3a catenella ho seguito il seguente modulo per un punto a onda: *5 m. alte, 3 m. alte nella stessa maglia, 5 m. alte, 3 m. alte chiuse insieme. Ripetere da * fino alla fine del giro.

Il modulo si ripete sempre uguale per tutta la copertina, i colori vanno disposti in modo da dare l’idea della spiaggia di sabbia asciutta, poi del bagnasciuga con la sabbia più scura, infine il mare in due toni diversi.

Sulla copertina ho applicato le tartarughine e animaletti marini. La spiegazione per fare le tartarughe la scriverò in un prossimo post.

 

 

 

 

 

chiese romaniche

Il romanico è il mio stile preferito, mi piacciono le belle chiese chiare, armoniche, dalle linee morbide e semplici, senza tutti i sovraccarichi del barocco. I grandi rosoni e le bifore sono merletti di pietra.

Gli interni sono luminosi e spogli,

risaltano i pavimenti spesso a intarsi e le colonne dai capitelli scolpiti.

Sono proprio le sculture che mi colpiscono di più, in esse sono raccontate storie delle Sacre Scritture, le cacce, i lavori dei campi, i mestieri, i ritmi delle stagioni, sono cariche di simbologie il cui significato era ben chiaro e leggibile anche da chi non sapeva leggere, la maggioranza dei fedeli.

Ci sono tralci, grappoli d’uva, foglie d’acanto che formano volute, motivi geometrici, uccelli, fiere, animali fantastici e mostruosi, angeli e diavoli, santi accigliati e simboli sacri e profani.

Tutto ciò doveva indurre il fedele al raccoglimento e alla meditazione, alla riflessione sulla fede e i suoi castighi e ricompense.

 

Montecitorio

Montecitorio è conosciuto da tutti gli italiani per essere uno dei palazzi del potere, il palazzo di Montecitorio infatti dal 1871 è sede della Camera dei Deputati.

Da che deriva il suo nome? Probabilmente era in origine Mons Acceptorius, monte che riceve. È infatti una modesta altura di origine artificiale, costituita in epoca medioevale dall’accumularsi di materiali di scarico.

Il palazzo di Montecitorio cambiò molte volte proprietari, nel 1663 la famiglia Ludovisi ne affidò la ristrutturazione a Gian Lorenzo Bernini. I lavori andarono avanti a lungo e non furono ultimati per la morte del principe Ludovisi. Quarant’anni dopo lo acquistò il papa Innocenzo XII e ne fece la sede dei tribunali civili e penali e della direzione generale di polizia.

Al centro della piazza l’obelisco egizio di granito rosso. Era dedicato a Psammetico II e risaliva al VI secolo a. C.

Augusto lo fece portare dal Heliopolis a Roma perché servisse come gnomone per un enorme orologio solare. Nel medioevo cadde in terra a causa di un incendio e fu sepolto dalle macerie. Ritrovato nel 1748 fu collocato al centro della piazza e il papa ne fece ripristinare la funzione di orologio solare: i raggi passavano attraverso il globo forato in cima all’obelisco e cadevano su selci poste nella piazza ad indicare le ore. È alto in tutto 29 m.

 

golfino per neonato a crochet

Le giornate si accorciano e le temperature si rinfrescano. Si può riprendere in mano l’uncinetto e la lana e lavorare un giacchino a crochet per l’autunno-inverno.

È per un bimbo di 6-9 mesi ed occorrono 100 g di lana merinos per neonati color panna, 20 g della stessa lana verde e un uncinetto n. 3,5. È molto semplice da fare anche per una principiante.

Corpino: si lavora in un pezzo solo; avviare 112 catenelle, lavorare a m. alta avanti e indietro per 23 righe (20 cm).

Dividere il lavoro: lavorare 21 m. (mezzo davanti), 2° giro: diminuire 1 m. per lato all’inizio e alla fine per lo scollo e lo scalfo manica. Continuare a lavorare avanti e indietro diminuendo ancora 1 m. lato scalfo  per altri 1 volta e 1 m. lato scollo per 10 giri. Rimangono 8 m. Rompere il filo e affrancare.

Fare lo stesso lavoro in senso inverso per l’altro mezzo davanti.

Riprendere le m. per il dietro saltando 4 m. dal mezzo davanti e lavorare avanti e indietro facendo 1 diminuzione per parte lato scalfo per 2 volte.

Al 12° giro formare lo scollo posteriore smettendo il lavoro dopo 8 m. Tagliare il filo e affrancare. Fare lo stesso lavoro dalla parte opposta del dietro.

Maniche: Con la lana verde avviare 7 catenelle e lavorare a m. alta in rilievo posteriore per 15 cm (si ottiene inserendo l’uncinetto solo nel filo posteriore di ogni punto).

Cambiare colore e riprendere le maglie sul lato lungo del rettangolo ottenuto lavorando 34 m. alte, poi continuare in giri di m. alta avanti e indietro per 16 cm.

Diminuire per 1 volta2 m. per parte, poi 1 m. per parte per 11 giri. Rimangono 8 maglie. Affrancare e rompere il filo.

Fare la seconda manica uguale.

Bordo: con la lana verde riprendere le maglie lungo il bordo partendo dal basso e lavorare un giro a m. bassa per tutto il bordo di abbottonatura sinistro, il collo e il bordo destro.

Senza rompere il filo continuare sul bordo inferiore a m. bassa, facendo 1 catenella fra una maglia e l’altra. Continuare lungo i bordi di abbottonatura e il collo a m. bassa distribuendo lungo il bordo destro 4 asole: 2 catenelle, saltare 1 m. Arrivati al termine romtere il filo e affrancare.

Taschine: fare un anello magico, all’interno lavorare:

1° giro: 10 m. basse, chiudere con 1 mezza m. bassa.

2° giro: 2 cat., 1 m. alta nello stesso punto, 2 m.a. in ogni m. del giro precedente.

Non chiudere il giro, ma voltare il lavoro e continuare a m. alta cominciando con 2 cat al posto della prima m., poi *2 m.a. nella stessa m., 1 m.a, ripetere fino a metà del giro, fare 3 catenelle e poi continuare a m. a. come sopra.

Cucire le maniche e le spalle, cucire le taschine, attaccare i bottoni.

 

 

vendemmia 2018

… l’autunno offre frutti svariati e in alto sulle rupi soleggiate matura la dolce vendemmia“. (Virgilio, Georgiche, Libro II, 521-522).

Un’altra vendemmia a scandire il ritmo dellle stagioni, un’occasione per stare insieme in famiglia e rinnovare quello che è quasi un rito di antichissime origini, fin da quando gli esseri umani hanno scoperto che il dolce succo dell’uva si trasformava in una bevanda piacevole ed inebriante capace di allontanare la fatica e rendere la vita più allegra.

È ben ricompensato quindi il lavoro continuo che richiede la cura della vite e l’attenzione che si deve prestare a tutti i passaggi della vinificazione, processo vivo in cui la presenza del viticoltore non può essere sostituita da nessuna macchina.

Quest’anno nonostante l’estate piovosa il raccolto è stato abbondante, ora il mosto è nella botte ed ha cominciato a ribollire, segno che i lieviti hanno già iniziato la fermentazione.

Io mi sono appropriata dei primi litri di mosto per fare come ogni anno la marmellata di mosto e frutti misti.

la stagione delle melagrane

Stanno maturando le melagrane e il raccolto è sempre abbondante. Una buona occasione per rispolverare le mie ricette con questo frutto buono e salutare, simbolo di fertilità!

Si possono usare dall’antipasto, per guarnire tartine, al dolce, passando per le pietanze e i contorni, vanno benissimo da aggiungere alle insalate miste, in grani e come succo per condire. Ecco alcune delle mie ricette sperimentate più volte.

Platessa al succo di melagrana

platessa-al-succo-di-melagrana-001

Coniglio al succo di melagrana

coniglio alla melagrana 001

Budino di succo di melagrana

Marmellata di melagrane

marmellata melograne2 004

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