un antichissimo ponte romano

Un ponte romano antichissimo e poco conosciuto è il Ponte Nomentano detto anche “Ponte Vecchio”, non è uno dei numerosi e noti ponti sul Tevere, ma unisce le due sponde del secondo fiume di Roma, l’Aniene.

Anche se poco noto ai turisti ed anche ai romani che non abitano in zona, non è meno carico di storia di ponti ben più famosi.

Sorge in periferia, nel quartiere di Montesacro, lungo la via Nomentana (anticamente chiamata Ficulensis) che collegava Roma con l’antica Nomentum. Probabilmente è nei suoi pressi che si rifugiò la plebe dopo la secessione del 494 a.C. e l’episodio dell’apologo dello stomaco e delle membra con cui Menenio Agrippa convinse i secessionisti a tornare a Roma.

Il ponte in muratura fu costruito dai romani probabilmente intorno al 100 a.C., in precedenza doveva esserci al suo posto un ponte in legno. Era un passaggio importante sia per gli uomini che per il bestiame, si trovava infatti sui percorsi della transumanza, come attesta un rilievo sulla chiave di volta dell’arcata a monte, costituito da una testa bovina e una clava, simbolo di Ercole, divinità protettrice del bestiame. Sull’arcata a valle è rappresentatata invece una clava diritta.

Il ponte fu più volte distrutto dalle piene del fiume o dalle guerre. Era infatti uno dei pochi accessi all’area di Roma da parte di eserciti invasori che provenivano da nord ed inoltre era isolato dalla città, distando quasi 4 chilometri dalle mura aureliane. Probabilmente fu distrutto una prima volta nel 547 dal re dei goti Totila prima di abbandonare Roma, sconfitto da Narsete, il generale bizantino che combatteva per l’imperatore Giustiniano.

Nell’anno 800 probabilmente qui si incontrarono il papa Leone III e Carlo Magno che fu incoronato pochi giorni dopo “Grande Pacifico Imperatore dei Romani” nella basilica di San Pietro.

Il ponte fu restaurato più volte, nel 1452 papa Niccolò V dispose che si fortificasse, facendo costruire l’incastellatura centrale e sopraelevando le torri. Il ponte assunse così l’aspetto attuale.

Anche in tempi più vicini a noi fu più volte tagliato: nel 1849 dalle truppe francesi per impedire il passaggio di Garibaldi e dei suoi uomini, nel 1867 di nuovo per contrastare l’avanzata dei garibaldini.

Fra la fine del 1800 e l’inizio del ‘900 il ponte fu teatro di cacce alla volpe da parte della nobiltà romana e dell’alta borghesia, si trovava infatti allora in aperta campagna e fu ritratto in moltissimi dipinti e fotografie d’epoca come quelle di Giuseppe Primoli.

Dal 1997 è stato chiuso al traffico veicolare, ma lo si può attraversare a piedi; è inserito nel Parco Naturale della Valle dell’Aniene e continua a resistere alle piene del fiume.

Il Ponte Nomentano semisommerso dalla piena del 2011

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4 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. nonsolocampagna
    Mag 14, 2018 @ 09:20:35

    Io lo conosco e ci sono passata varie volte. Certo, non ne conoscevo la storia. Interessante.

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  2. giovanna
    Mag 14, 2018 @ 22:02:24

    Da te c’è sempre da imparare.Grazie!

    Piace a 1 persona

    Rispondi

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