le disavventure dei miei viaggi

Nuovo appuntamento con il Senso dei miei viaggi di Monica Viaggi e Baci. Questo mese Monica ha deciso di farsi un po’ di risate con i nostri post!

L’appuntamento con il Senso dei miei viaggi di Monica è diventata un po’ una sfida per me, anche se non sempre è facile scrivere. Così ho cominciato a pensare alle mie disavventure di viaggio e mi sono resa conto che, nonostante la quasi quarantennale esperienza, non abbiamo avuto esperienze negative significative.

La realtà è che abbiamo sempre viaggiato con pochissimi soldi a disposizione solo per il gusto di viaggiare e tutti gli inconvenienti che ci capitavano non li prendevamo per dis-avventure, ma per avventure, cioè erano quello che dava gusto al viaggio.

Abbiamo sempre programmato ed attuato viaggi senza porci tanti problemi, ma ci è andato sempre tutto bene, o quasi: abbiamo fatto il periplo della Gran Bretagna con una 500, dormendo in tenda e quando pioveva, cioè quasi sempre, in macchina; mettevamo fuori, sotto la macchina, tutto quello che proprio non entrava una volta sbragati, cioè abbassati i sedili e la mattina dopo ce ne dimenticavamo ripartendo. Pure in macchina si cucinava e si mangiava quando pioveva, ma siamo riusciti così a vedere posti straordinari.

Gran Bretagna (Foresta di Sherwood), 1976

Gli anni di lavoro in Mozambico ci permisero di viaggiare all’altro capo del mondo, anche lì con quello che potevamo permetterci (una vecchia VW Polo) e pochi soldi. Il Mozambico aveva da poco conquistato l’indipendenza  e, oltre ad essere un paese poverissimo, aveva perso la maggior parte dei dirigenti e dei quadri intermedi che erano scappati in Portogallo; molte cose non funzionavano, i negozi erano vuoti e per comperare i generi di prima necessità ognuno aveva una tessera annonaria e si dovevano fare lunghe file, altro che consumismo! Eppure anche lì ci industriavamo per viaggiare e conoscere il paese come potevamo.

In una di queste nostre esplorazioni prendemmo un piccolo aereo a 8 posti per passare un fine settimana sull’isoletta di Inhaca, a pochi chilometri dalla capitale Maputo. Durante il volo lo sportello che era accanto ai posti dietro a noi si aprì ed il ragazzo che era lì seduto passò tutto il viaggio tenendo disperatamente la maniglia per impedirgli di spalancarsi! Io imperterrita continuavo a scattare foto aeree di Maputo. Fortunatamente il volo durava solo una ventina di minuti, ma il povero ragazzo uscì barcollante.

maputo

Durante i due anni di lavoro, superando le non indifferenti difficoltà di ottenere visti e permessi dalla burocrazia mozambicana, in un periodo storico in cui il Paese era ancora in conflitto con il Sudafrica dell’apartheid, riuscimmo a viaggiare in Mozambico, in Sudafrica e Zimbabwe.

Il viaggio in Zimbabwe fu epico: quattro adulti ed una bambina di 2 anni stipati nella nostra Polo, io ero al sesto mese di gravidanza, eppure riuscimmo a superare le difficili frontiere di paesi in guerra, a vedere posti straordinari, come le cascate Vittoria e i parchi naturali, a tornare carichi di cesti e vasi.

Eravamo ancora in due, ma quando siamo diventati 3 e poi 4 la filosofia di viaggio non è cambiata ed i miei figli hanno dormito in tenda a pochi mesi d’età; si sono divertiti un mondo quando ci perdevamo per le strade francesi, quando la sera cominciava la caccia all’insegna di un albergo o campeggio, quando dall’interno dell’auto  guardavano i genitori smontare la tenda sotto la pioggia, o quando cucinavo le salsicce in macchina, mentre loro aspettavano sul sedile posteriore di ricevere la loro porzione, mentre fuori diluviava. Bastavano le maniglie dorate dell’armadio anni ’50 in un alberghetto per far loro esclamare: “Ma questo è proprio di lusso!”. Vicende che ricordiamo tutti con divertimento e che sono entrate a far parte del nostro lessico familiare.

A pensarci bene qualche disavventura ci capitò, sì, c’è stata quella volta che ci rubarono dalla macchina le borse con gli indumenti miei e dei bambini. Il povero ladro non sarà riuscito a venderli neanche alla bancarella dell’usato, ma noi, rimasti solo con quello che avevamo indosso, dovemmo interrompere la vacanza e mio figlio di 7 anni non prese per niente bene questo furto e continuò a sbraitare per tutto il viaggio di ritorno.

Qualche “dis-avventura” ci capitò anche nel lungo viaggio che ci portò lungo la costa del Mediterraneo fino a Gibilterra, dove le bertucce erano fotografatissime. Insieme a tanti altri turisti ci fermammo e scendemmo per guardarle e fotografarle. Mio marito scattò improvvisamente verso la macchina cercando di fermare una scimmietta col suo bebè attaccato che si stava portando via il pacchetto di dolci lasciato sul cruscotto. La vinse  la scimmia, noi rimanemmo senza dolce e la scenetta venne ripresa da decine di macchine fotografiche provenienti da mezzo mondo.

scimmia2

Mia figlia si divertì di meno quando decidemmo di fare una puntata sul continente africano attraversando il mitico stretto di Gibilterra con il traghetto fino a Céuta. Lasciammo in auto i passaporti dei ragazzi, convinti che non servissero poiché Céuta è ancora territorio spagnolo. Ignoravamo quanto fosse problematica quella zona di frontiera, da cui entravano droga e clandestini. Mia figlia, che allora aveva 15 anni, ha i caratteri sardi della nonna paterna, e dopo settimane di mare era abbronzatissima. Quando cercammo di prendere il traghetto del ritorno, il poliziotto spagnolo non voleva credere che fosse figlia nostra, forse pensava fosse una servetta che ci portavamo clandestinamente dal Marocco. Dopo qualche domanda alla ragazza, che rispondeva ovviamente in italiano, si convinse a lasciarci partire tutti insieme, ma nel frattempo la poverina era sbiancata ed ancora oggi ricorda quella vicenda come un incubo.

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18 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Norma
    Gen 24, 2014 @ 22:02:34

    Mamma mia che coraggio! Io vado spesso in giro appena posso ma sempre in albergo, ho provato il campeggio solo un paio di volte di cui una ha diluviato al massimo e ci siamo svegliati perché tutto in tenda galleggiava.
    Mai più! E poi tu sei andata in posti anti convenzionali e pericolosi ed eri pure incinta.
    Tanto di cappello ma se eri mia figlia ti avrei mangiato tanto ero arrabbiata! Però devo ammettere che ti invidio hai avuto tante esperienze che noi comuni mortali non proveremo mai.
    Bravissima per come li hai raccontati
    Ciao
    Norma

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    • alesprint
      Gen 24, 2014 @ 22:07:01

      Ciao Norma, in realtà non è che siamo particolarmente coraggiosi, forse un po’ incoscienti e abituati alla vita all’aria aperta, ma soprattutto con la voglia di viaggiare a tutti i costi.

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      Rispondi

  2. Kmagnet
    Gen 25, 2014 @ 13:49:27

    Ho girato mezza Europa con la tenda e mia figlia, spesso con amici ma anche da sole. Quanti ricordi! Anche voi non scherzate, però!

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  3. Antonella
    Gen 25, 2014 @ 18:03:46

    Ciao, questo post mi sembra molto di più che il racconto di qualche avventura/disavventura di viaggio, è una splendida pagina di vita e ti ringrazio di averla raccontata.

    Buona serata.
    Antonella

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  4. viaggiebaci
    Gen 27, 2014 @ 13:01:04

    Tu non sai quanto io sia contenta quando tu accetti le mie sfide e le interpreti con la tua ricchissima esperienza di vita. Ogni volta che vedo un tuo link il mio cuore inizia battere al ritmo del “chis-sà co-sa sco-pri-rò que-sta vol-ta” e non mi deludi mai …
    Io ho aperto il blog per far vedere ad altri genitori, con la nostra esperienza e le foto di mio figlio, che anche con bimbi piccoli si può viaggiare in tutto il mondo. L’intento era quello di spronarli a fare altrettanto, ma davanti a te non ho che da chinare la testa in segno di massimo rispetto e imparare ancora meglio la lezione …
    Grazie infinite!
    Monica

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  5. Annalisa
    Gen 27, 2014 @ 13:31:27

    Che bel modo di viaggiare! Con i miei genitori era proprio così che intendevano le vacanze. Anche noi a Ceuta siamo rimasti fermi per ore. Ricordo che mio padre ha augurato un “cagotto” a tutti i doganieri!

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  6. luna
    Gen 27, 2014 @ 17:04:06

    Caspita queste sì che sono avventure! Belle emozionanti piene di vita vera da ricordare per sempre. Ho cercato di immaginare ogni singola scena che descrivi e mi sono emozionata e divertita. Avete trasmesso davvero dei bellissimi insegnamenti ai vostri figli: complimenti, un abbraccio

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  7. Silvia
    Feb 01, 2014 @ 15:46:30

    Con questo post mi hai fatto veramente sognare, e mi è sembrato un po’ di rivivere le tue bellissime avventure in giro per il mondo. Ti ammiro tantissimo per aver avuto il coraggio e la forza di viaggiare con la tua famiglia anche in posti decisamente lontani dalle mete di massa. Hai visto posti fantastici, e hai dimostrato che adattandosi un po’ si può andare dappertutto!

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    • alesprint
      Feb 01, 2014 @ 18:19:15

      Si Silvia, è proprio così, la voglia di viaggiare nonostante i pochi mezzi che avevamo ci ha portato ad una grande capacità di adattamento, che l’esperienza di lavoro in Mozambico ha poi aumentato ancora di più. Grazie per il tuo bel commento!

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      Rispondi

  8. Monica
    Feb 05, 2014 @ 09:38:24

    Conosco il viaggiare macchina e tenda…e nonostante le avversità e le scomodità penso che sia il sistema più bello! Peccato però non poterlo più fare come si vede nella tua foto: in modalità “oggi mi fermo qui e pianto la tenda!”

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