il Tevere a monte di Roma

Il fiume Tevere, 405 chilometri dalla sorgente alla foce, è conosciuto da tutti come il fiume di Roma, ma ora io voglio parlare del suo corso prima di Roma.

La sorgente del Tevere è sul Monte Fumaiolo sull’Appennino tosco emiliano, in provincia di Forlì, ma poi abbandona la Romagna quasi subito; fu Mussolini a far spostare il confine fra Toscana e Romagna, affinché il fiume di Roma nascesse nella sua regione d’origine. Dopo un breve percorso in Toscana attraversa l’Umbria per tutta la sua lunghezza, per arrivare nel Lazio, dove sfocerà nel mar Tirreno.

Per me che sono romana è emozionante vedere le sorgenti delle Vene, che si raggiungono con una breve e piacevole passeggiata, poco sotto la vetta del Monte Fumaiolo.

sorgenti del Tevere

La retorica del periodo fascista vi ha posto una colonna di travertino con teste di lupa ed un’aquila ed una lapide sui magnifici destini di Roma, io preferisco questa lapide, che sta poco distante:

 sorgenti del Tevere

In Toscana il giovane fiume attraversa Sansepolcro, poi in Umbria Città di Castello e Umbertide, sfiora Perugia e Deruta, è ormai in pianura ed il suo corso si fa sinuoso. Dopo Todi attraversa le strette gole del Forello nel Parco Fluviale del Tevere, e forma il lago artificiale di Corbara, utilizzato per la produzione di energia elettrica. Le gole sono suggestive, si possono percorrere in canoa, a piedi è più difficoltoso perchè non esiste un sentiero ed in certi tratti sono impervie.

lago di Corbara

Nei pressi di Orvieto riceve le acque del fiume Paglia, che straripando ha provocato ingenti danni  alla zona il 13 novembre 2012. Continua a scorrere in zona di riserva naturale, fino al piccolo lago di Alviano, anche questo artificiale, che ospita  da alcuni decenni un’oasi naturalistica gestita dal WWF, diventata Sito di Importanza Comunitaria (SIC), perchè è una zona umida di nidificazione e passo degli uccelli migratori. L’oasi, che era facilmente fruibile dal pubblico più ampio e dalle scolaresche, grazie ai camminamenti ed ai capanni di osservazione, ha purtroppo subito gravi danni dall’inondazione del 13 novembre ed è attualmente chiusa.

Il fiume continua il suo fluire e passa ai piedi della rupe di Orte, ormai nel Lazio. Qui riceve le acque del fiume Nera, che ha sua volta si è ingrossato con le acque del fiume Velino. Gli Umbri tengono molto al fiume Nera, è loro il detto “Il Tevere non sarebbe Tevere se il Nera non gli desse da bevere“.

Al confine con il Lazio il fiume scorre accanto ai resti del’antica città di Ocriculum, sorta in epoca pre romana su un’altura vicina, poi ricostruita sulle sponde del Tevere in epoca romana, per sfruttare le acque del fiume allora navigabile, come via di collegamento con la vicina Roma. Il fiume è rimasto navigabile fino all’Umbria a lungo. In una mostra fotografica di diversi anni fa era esposta una locandina con i prezzi  del traghetto da Roma a Torrita Tiberina, a circa trenta chilometri da Roma. La locandina risaliva all’inizio del novecento e riportava anche i prezzi per ogni capo di bestiame, pecore, mucche, galline.

Nella pianura laziale il fiume si fa sempre più ricco di meandri e sempre più “biondo”, per il limo raccolto nel suo viaggio. Separa il territorio viterbese da quello della Sabina. All’altezza del paese di Nazzano riceve le acque di un altro affluente: il Farfa. Alla confluenza, anche grazie ad una diga a valle si è formata un’ampia superficie d’acqua: la Riserva Tevere Farfa per la preservazione della biodiversità nelle zone umide, istituita con legge regionale nel 1979.

Tevere Farfa

Qui è possibile osservare moltissime specie di uccelli: aironi, garzette, folaghe, germani reali, martin pescatori. E’ divertente osservare con il binocolo i cinghiali che pescano i grossi molluschi di acqua dolce rompendo il guscio con i robusti denti.

riserva Tevere Farfa 7

Il fiume attraversa la campagna romana con ampi meandri. A Castel Giubileo le acque del fiume sono sbarrate da una diga, sopra i colli di tufo ai lati del Tevere sorgevano le antiche città sabine di Fidenae e Crustumerium, di cui si sono trovati i resti. Siamo ormai alle porte di Roma, del corso del fiume nella città e fino alla foce parlerò in un prossimo articolo.

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3 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Arianna @ Con le Mani nel Sacher
    Mar 19, 2013 @ 12:04:52

    Questo racconto è davvero interessante!
    Scritto da una prospettiva nuova e inconsueta, se si parla di Tevere!

    Complimenti!
    Arianna

    Mi piace

    Rispondi

  2. alesprint
    Mar 19, 2013 @ 12:24:28

    Grazie! 🙂

    Mi piace

    Rispondi

  3. Trackback: il parco archeologico di Ocriculum | fiorievecchiepezze

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