viaggio alle Azzorre

Siamo molto attirati dalle isole, perché sono sempre luoghi speciali. Le Azzorre soprattutto avevano per noi un grande fascino: molto lontane dal continente europeo, con una storia geologica interessantissima ed una flora ed una fauna caratteristiche, con molti endemismi, cioè con specie che vivono esclusivamente lì.

L’Arcipelago delle Azzorre è formato da nove isole poste alla stessa latitudine di Lisbona. L’isola più orientale è a circa 1300 chilometri dalla costa della madrepatria portoghese. Si sono formate in tempi geologicamente recenti su una microplacca, cioè una piccola porzione di crosta terrestre compresa fra le più ampie placche Nord-Americana, Euroasiatica ed Africana, che interagiscono fra loro. Al loro margine si trova inoltre la dorsale Medio-Atlantica.

In questo contesto geologico molto instabile le Azzorre si sono formate dall’emersione di vulcani sottomarini, sono cioè le cime emergenti di enormi vulcani per la loro quasi totalità sommersi.

isola di Pico da Faial

isola di Pico da Faial

A causa della grande distanza dalle coste continentali, le isole furono colonizzate dai portoghesi solo nel XV secolo, prima di allora gli uomini non vi avevano vissuto, ma erano conosciute fin dall’antichità, forse già raggiunte dai Fenici. Ad esse venivano collegati  i miti greci di Atlantide e delle Isole dei Beati, da cui il nome di Macaronesia che si dà alle isole Azzorre, Canarie, Madeìra e Cabo Verde. Le Isole dei Beati erano un luogo oltre le colonne d’Ercole, cioè lo stretto di Gibilterra, che gli dei avevano destinato ad alcuni eroi per vivervi in eterno una vita felice, in un clima mite e con una vegetazione lussureggiante, che non richiedeva lavoro agricolo.

I portoghesi le chiamarono Aςores, cioè astori, dal nome degli uccelli rapaci che vi vivevano. In realtà i rapaci erano delle poiane, ma il nome rimase.

Le isole hanno un clima mite e molto umido ed i coloni vi praticarono fin dall’inizio l’agricoltura, ancora oggi vi si produce vino, frutta ma anche tè ed ananas, grazie al clima favorevole. Vi si importarono molti capi di bestiame, soprattutto vacche frisone, il cui numero attualmente è quasi quanto quello degli abitanti. Ciò ha causato una notevole alterazione della flora, perché sono state eliminate la maggior parte delle foreste di alloro e ginepro, relitto dell’era terziaria; la laurisilva che era sopravvissuta alle glaciazioni, è stata distrutta in poche centinaia di anni per far posto ai pascoli ed alle colture. Le uniche foreste che sono state ripiantate sono di  conifere giapponesi, sfruttate per ricavarne legno.

Nonostante le devastazioni ecologiche il paesaggio è piacevole e ricorda un po’ quello irlandese, anche per le frequenti piogge. I pascoli sono recintati da alte siepi di splendide ortensie, bianche o azzurre che danno una nota di colore differente dal verde dell’erba e dal blu del mare in lontananza.

isola di Faial

Le acque dell’oceano sono ricche di cetacei, soprattutto capodogli e delfini. La caccia alla balena è stata praticata dagli abitanti delle isole fino al 1981, anno in cui è stata bandita a livello internazionale. H.Melville in Moby Dick, cita gli abitanti di queste isole come i migliori balenieri. Ed Antonio Tabucchi dedica alle Azzorre il suo “Donna di Porto Pim” (ed.Sellerio).

Ora che la caccia alle balene è cessata, una nuova attività per la popolazione è quella di accompagnare i turisti ad osservare balene e delfini. Per me è stata un’esperienza emozionante ed indimenticabile.

isola di Faial

Abbiamo visitato solo tre delle nove isole, gli spostamenti non sono semplici, alcune isole sono molto distanti fra loro e raggiungerle in nave richiede troppo tempo, il mezzo più adatto è l’aereo, ma occorre organizzarsi bene, perché i voli non sono quotidiani.

Le isole sono estremamente interessanti per la loro natura vulcanica, che ha lasciato caldere spettacolari, antichi crateri che si possono visitare, laghi, fumarole, fonti termali, geyser, grotte di origine vulcanica. La popolazione sfrutta le sorgenti di acqua bollente per cuocervi pannocchie di mais o per preparare il cozido, uno stufato di carne e verdure.

L’ultima eruzione è avvenuta nel 1957 nell’isola di Faial ed ha portato alla nascita di un nuovo vulcano, il Capelinhos, che si formò da eruzioni vulcaniche sottomarine ampliando la punta dell’isola di 2,4 chilometri quadrati. Camminare sulla superficie ancora priva di vegetazione e fatta di materiale incoerente è un’esperienza unica.

isola di Faial, ponta dos Capelinhos

isola di Faial, ponta dos Capelinhos

Noi abbiamo visitato tre isole: la prima è stata Terceira, con la sua città più importante: Angra do Heroismo, interessante per le belle architetture dei suoi palazzi e munumenti e per il giardino botanico con specie tropicali. Affittando una macchina si può girare l’isola fra caldere, piscine naturali e fumarole solforose dall’aspetto irreale e dai colori accesi: il giallo dei cristalli di zolfo, il nero ed il rosso della roccia vulcanica. Abbiamo anche visitato una grotta di lava, molto interessante.

Faial l’abbiamo girata tutta, con i suoi villaggi colorati, fra cui Porto Pim, villaggio di cacciatori di balene. Con un piccolo aereo abbiamo raggiunto l’isola più grande São Miguel, anche qui con un’auto in affitto, abbiamo visitato tutta l’isola, alla scoperta dei suoi paesaggi spettacolari: i laghi delle Sete Cidades, che hanno preso il posto di crateri vulcanici, le calderas con acque bollenti in cui gli abitanti fanno cuocere le pannocchie, le splendide coste a strapiombo sul mare.

Un viaggio alle Azzorre è un’esperienza affascinante per chi ama gli ambienti naturali e l’escursionismo, ma le spiagge sono poche e l’oceano Atlantico non è adatto ai bagni come il Mediterraneo, quindi chi ama passare lunghe ore a prendere il sole è meglio che scelga altre mete, anche perchè la temperatura è mite, ma le piogge sono frequenti.

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