il pangiallo

Il pangiallo è un tipico dolce  laziale del periodo natalizio. La sua origine è antichissima, risale ai tempi degli antichi romani ed era preparato per il solstizio d’inverno. Si chiama pangiallo perchè un tempo era ricoperto da una glassa gialla, colorata con lo zafferano o forse inizialmente con il tuorlo d’uovo. La forma rotonda del dolce ed il suo colore ricordavano appunto il sole, che si voleva festeggiare nel giorno del solstizio, per propiziarne il ritorno, con l’allungamento delle giornate.

Io qui riporto la ricetta di mia nonna che mi è stata data da mia zia. Mia nonna ne faceva sempre tanti e li regalava. La cioccolata è sicuramente un’aggiunta moderna, ma gli altri ingredienti sono quelli che avevano a disposizione i nostri antenati: d’inverno l’unica frutta era quella secca e si dolcificava con il miele, poichè lo zucchero era ancora sconosciuto.

Ingredienti

  • 200 g di uva passa
  • 200 g di mandorle sgusciate
  • 200 g di noci sgusciate
  • 200 g di nocciole sgusciate
  • 100 g di pinoli
  • 100 g di fichi secchi
  • 100 g di farina
  • 200 g di miele
  • 150 g di cacao
  • 50 g di cioccolato fondente grattuggiato

Tritare la frutta secca, riscaldare il miele a fuoco molto basso. mescolare tutti gli ingredienti e formare un impasto abbastanza denso.

Formare dei panetti rotondi di circa 15-20 cm di diametro, pressandoli con forza.

Sistemarli in una teglia rivestita di cartoncino (tipo quello degli imballi), ricoperto di carta da forno. Il cartoncino evita che il fondo dei pangialli si bruci.

Cuocere in forno a 180°C  per mezz’ora. Si conserva a lungo.

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4 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Valeria
    Dic 11, 2012 @ 15:15:47

    buonissimo il pangiallo e bellissimo festeggiare il solstizio!!!

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  2. Virna
    Dic 16, 2012 @ 14:18:33

    Cara Alessandra, ieri sera ho fatto il pangiallo. Dopo aver tritato la frutta secca, ho aggiunto 50 g di miele, corrispondente a quanto ancora rimasto nel vasetto, dopodiché mi sono accorta che non ne avevo altro in dispensa! E non avevo nemmeno dello zucchero, terminato due giorni fa per candire le bucce d’arancia…
    Così, pensa e ripensa, la memoria mi ha portata allo sciroppo di sambuco, preparato la primavera scorsa ma giacente inutilizzato, e l’ho aggiunto all’impasto. Non ho messo cacao né cioccolato, perché volevo provare il gusto degli “antenati”. Non ho preparato panetti ma, per comodità e per velocizzare, ho pressato il composto in uno stampo di silicone per ciambella. Ho infornato.
    Alessandra, il risultato è FANTASTICO!!! Grazie tante per aver condiviso questa ricetta!
    Virna

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    Rispondi

  3. alesprint
    Dic 16, 2012 @ 16:04:58

    Sciroppo di sambuco! Questo mi mancava. Per la verità non ci sono sambuchi da me in campagna, però bell’idea. Credo che i nostri antenati lo facessero così, con quello che avevano a disposizione, e non erano sempre gli stessi ingredienti, visto che non avevano supermercati sotto casa!

    Mi piace

    Rispondi

  4. Trackback: se il Natale venisse cancellato dal calendario cosa rimpiangerei veramente | fiorievecchiepezze

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